Viterbo – Come antipasto, grilli alla piastra, per primo cavallette al vapore e per secondo timballo di formiche.
Il menù e il nome dei piatti sono di fantasia, ma non gli ingredienti. Mercoledì 21 alle 21 ai Giardini di Ararat, tutti a tavola, si cena a base d’insetti.
Chi avrà la curiosità e il “coraggio” di prendere parte all’incontro culinario, assaggerà quella che molti ritengono un’ottima fonte di proteine.
Si tratta comunque di una cena privata che va oltre l’aspetto culinario: l’argomento sarà trattato anche sotto un profilo scientifico.
A Viterbo comincia a farsi strada l’entomofagia, regime dietetico che vede gli insetti come alimento. Una pratica che in alcune parti del mondo è poco più che una moda, in altre un tabù e in posti come America centrale e meridionale, Africa, Asia, Australia e Nuova Zelanda, all’ordine del giorno.
Nell’entomofagia esistono due scuole di pensiero e di cucina: in una gli insetti sono utilizzati come pietanza vera e propria, in un’altra sono usati solo come condimenti.
Gli insetti, poi si possono mangiare allo stato di larve, oppure da adulti e comprendono anche cavallette, grilli, termiti, formiche, larve di coleotteri, falene, bruchi, pupe, ragni, tarantole e scorpioni.
Mercoledì non sarà solo un invito a cena. Gli insetti non saranno solo cucinati, ma se ne discuterà, con la presenza di docenti universitari che affronteranno il fenomeno.
Stefano Scatena, psicologo, analizzerà l’argomento sotto un diverso aspetto. Ma il compito più arduo l’avranno gli chef del ristorante.
Rendere appetibile un alimento che a molti, più che farla venire, la fame la fa passare.


