Viterbo – Aurelio Regina fuori dalla squadra di vertice di Confidustria.
L’ex leader degli industriali del Lazio fa parte dei sei uomini che il presidente nazionale Giorgio Squinzi ha tagliato dalla giunta della confederazione.
Ieri durante l’assemblea Squinzi ha presentato la nuova compagine di guida e i relativi tagli alla squadra. L’organo di vertice passa da 21 membri a 16.
Oltre al vicepresidente Regina escono dalla giunta Fulvio Conti, Massimo Sarmi, Giuseppe Recchi, Paolo Zegna e Samy Gattegno. Fuori anche i manager che hanno lasciato le società pubbliche
Entrano Carlo Pesenti, vice presidente con delega al centro studi e Licia Mattioli presidente dell’Unione industriali di Torino con delega al comitato tecnico internazionalizzazione.
L’uscita del vicepresidente Regina, ha suscitato però molte polemiche. Soprattutto perché dal momento della nomina, due anni fa, si era subito imposto come il vicepresidente forte. Il numero due di Confindustria. Non solo, in questi anni aveva dimostrato capacità e competenze non facilmente sostituibili. Per ora la sua delega allo Sviluppo economico e all’Energia è stata avocata dallo stesso Squinzi.
Cinquantenne di origini pugliesi, Regina, è cresciuto nel sistema di Confindustria come leader degli industriali del Lazio. Secondo indiscrezioni – riportate dal quotidiano Repubblica – Regina “avrebbe avuto incomprensioni con Squinzi e divergenze che sono aumentate nel tempo, fino all’epilogo della rottura, e di una decisione finale presa dal presidente”.
Durante l’assemblea Regina ha commentato: “Sarò sempre al fianco delle imprese e continuerò a lavorare per l’unità di Confidustria, ma lo farò soltanto se sarà una Confidustria senza compromessi a ribasso”.
Con l’uscita di Regina inoltre il vertice di Confindustria appare squilibrato anche sul piano delle rappresentanze geografiche. Con il Lazio e il centro Italia che perde un suo importante punto di riferimento a viale dell’Astronomia.

