Viterbo – Fermato con quasi due etti di cocaina. Ma non era sua.
Ha detto questo il 25enne arrestato in flagranza nel blitz Babele davanti al giudice Francesco Rigato.
Ieri mattina G.P.L.M. è comparso in tribunale per l’udienza di convalida. Carabinieri e finanza lo hanno svegliato all’alba di lunedì mattina per perquisire il suo appartamento: non cercavano lui, ma un coinquilino. In casa, hanno trovato 180 grammi di polvere bianca e per il 25enne dominicano, incensurato, sono scattate le manette.
Due notti a Mammagialla. Poi il confronto col gip: ha ammesso di aver accettato di conservare la droga a pagamento. Avrebbe dovuto tenerla per tre giorni e riconsegnarla lunedì. Ma la maxiretata antidroga dell’Arma e delle fiamme gialle non gliene ha dato il tempo.
Il 25enne, assistito dall’avvocato Antonella Fiore Melacrinis, ha anche sottolineato che gli investigatori hanno trovato la droga sigillata e incellofanata, esattamente come gli era stata portata.
Il gip ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari. Da stamattina inizierà la raffica di interrogatori di garanzia di tutti gli altri arrestati del blitz Babele: 31 persone, di cui 25 in carcere e 7 ai domiciliari. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Franca Marinelli erano 32, ma all’appello mancano due persone: un dominicano e un maghrebino rintracciati in Svizzera e in Tunisia.
Secondo le indagini coordinate dal pm Paola Conti, gli arrestati avrebbero dato vita a un fiorente traffico di droga nel centro storico, spartito in zone di influenza: da un lato i dominicani, spacciatori di cocaina e attivi nella zona tra San Faustino e via Cairoli; dall’altra, i tunisini con marijuana e hashish, al quartiere San Pellegrino.
Oggi e domani compariranno davanti al gip gli arrestati a Mammagialla. Sabato i sette ai domiciliari. In molti già pensano al Riesame.




