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Allegrini diffamato, condannati Gianlorenzo & Co.

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Paolo Gianlorenzo in Procura

Paolo Gianlorenzo

Angelo Allegrini

Angelo Allegrini

Viterbo – Diffamazione ad Allegrini, condannati Paolo Gianlorenzo & Co.

L’ex direttore di “Nuovo Viterbo Oggi” dovrà risarcire Angelo Allegrini, predecessore di Adrea Egidi alla segreteria provinciale del Pd.

Allegrini ha trascinato in tribunale Gianlorenzo e il suo ex collaboratore Americo Mascarucci, insieme all’allora editore di Nuovo Viterbo oggi, “Editoriale Ciociaria oggi”, fallito nel 2010. 

Tutti e tre sono stati condannati in solido a risarcire l’ex segretario Pd per 10mila euro per diffamazione ai suoi danni.

Allegrini lamentava di essere stato ripetutamente denigrato sulle pagine del quotidiano allora diretto da Gianlorenzo. Era il periodo post-elezioni del 2008. Allegrini non ottenne abbastanza voti per entrare in consiglio comunale. Da qui, le uscite a gamba tesa di Nuovo Viterbo oggi, che additava l’ex segretario come “perdente”. Un attributo che, in questo caso, secondo l’interpretazione del giudice civile di Viterbo Maria Luparelli, era volto “a connotare il soggetto, ad attribuirgli un epiteto, designandolo per antonomasia come un perdente”.

Sarebbero 26 gli articoli che Allegrini ha portato davanti al giudice, tramite i suoi avvocati Elisabetta e Severo Bruno. Una mini macchina del fango, se paragonata ad altre di ben più vaste proporzioni che vedono Gianlorenzo tra gli indagati. Stavolta sono stati chiamati a rispondere articolista, direttore ed editore, con sentenza il 29 aprile.

Il giudice si richiama alla famosa sentenza decalogo della Cassazione, la 5259 del 1984, che fissa i limiti del diritto di cronaca nel cosiddetto triangolo delle esimenti: verità della notizia; pertinenza, ovvero interesse pubblico e continenza intesa come correttezza formale. “Il diritto di critica – scrive il giudice – giustifica l’utilizzo di espressioni acri, di impatto emotivo e oggettivamente offensive purché non sfocianti in un’aggressione gratuita della sfera personale del destinatario, attingendone l’onore e la reputazione”.

10mila euro da risarcire in solido. Ma anche la pena accessoria della pubblicazione del testo della sentenza di condanna sulla testata Nuovo Viterbo oggi. Peccato che non esiste più da anni. 


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