Viterbo – Chiesto il rinvio a giudizio per Franco Fiorito e Paolo Gianlorenzo.
La procura di Viterbo vuole a processo l’ex capogruppo regionale Pdl, meglio noto come ‘Er Batman’, e il giornalista, ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi”.
Un epilogo pressoché scontato. Ma ora carta canta: nella richiesta di rinvio a giudizio, il pm Massimiliano Siddi mette nero su bianco le ipotesi di reato a carico del federale di Anagni e di Gianlorenzo, senza spostare una virgola. Il quadro accusatorio resta quello iniziale.
Fiorito deve rispondere di falso per il dossier di fatture taroccate mandato in giro negli uffici della Regione e dirottato sulla stampa nazionale. Un plico di documenti contabili falsificati ad arte o creati ex novo, secondo le indagini, per pompare le spese del gruppo regionale Pdl, all’epoca coordinato dal rivale di Fiorito Francesco Battistoni. Bastava questo per gettare discredito sull’allora capogruppo: far credere di aver percepito rimborsi illegittimi per maxi-investimenti in cene di lusso, comunicazione e pubblicità. Ma dall’inchiesta emerse come le fatture furono ritoccate pesantemente nelle cifre.
Fiorito puntò il dito contro l’allora coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso. Disse di avergli consegnato la contabilità del gruppo regionale Pdl per consultarla. “Al suo ritorno – ha spiegato Fiorito, interrogato in procura a Viterbo – mi ha consegnato gli originali e quella che io ritenevo fosse una copia di essi”. Invece era il dossier taroccato, è l’ideale prosecuzione del ragionamento di “Francone”, che proprio per questa sua velata e implicita accusa, è indagato anche per calunnia a Piso e alla sua segretaria Maria Ludovica Nasonte.
Con Gianlorenzo, infine, Fiorito risponde della diffamazione a Battistoni e alla sua ex segretaria Erica Antonelli: tra le fatture false, c’era quella di una prenotazione per un weekend in albergo in camera doppia. Allusione malevola a un’inesistente relazione tra la ragazza e l’attuale vicecoordinatore regionale di Forza Italia.
Otto in tutto le parti offese, titolate a costituirsi parte civile.
Su Fiorito pende già una condanna in primo grado a tre anni e quattro mesi per lo scandalo del peculato sui fondi del gruppo Pdl. Gianlorenzo è in attesa di comparire davanti al gup per l’indagine sulla macchina del fango.
Ora aspetteranno insieme l’udienza preliminare.

