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Garibaldini a Ischia di Castro tra terra e unità

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Scatti d'epoca di Ischia di Castro

Scatti d’epoca di Ischia di Castro

Scatti d'epoca di Ischia di Castro

Scatti d’epoca di Ischia di Castro

Scatti d'epoca di Ischia di Castro

Scatti d’epoca di Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Ischia di Castro

Viterbo – L’appuntamento con la nuova “passeggiata del santo editore” è per domenica 25 maggio ore 10. A Ischia di Castro in via San Rocco, 2 (davanti al Comune). Davide Ghaleb e Banda del Racconto presentano Garibaldi e garibaldini in Maremma – passeggiata/racconto nel centro storico di Ischia di Castro, culla e fornace di lotte e ideali garibaldini.

Di e con Antonello Ricci. “Pillole” storiche a cura di Maura Lotti, autrice del libro Terra e Unità:
 Ischia Di Castro nel Risorgimento (DG editore). Con la partecipazione di Pietro Benedetti.

La passeggiata si snoderà per vie e piazze del borgo alto-laziale facendo tappa nei più significativi luoghi della memoria garibaldina isnchiana.

Come sempre il biglietto consiste nell’acquisto di un libro a scelta fra quelli del ricco catalogo di Davide Ghaleb Editore. L’evento è realizzato in collaborazione con Paper Moon (agenzia viaggi e T.O.).


– Garibaldini a Ischia di Castro tra terra e Unità

Un percorso attraverso luoghi, personaggi e tappe storiche del Risorgimento “locale” con cui far rivivere quei momenti anche attraverso le parole scritte e dette all’epoca. Un viaggio in una Ischia di cui rimane un pallido eco, un paese che non si è sottratto ai fermenti politici della seconda metà dell’Ottocento, seppure con le proprie, e magari meno ideologicamente alte, motivazioni e spinte sociali. Ischia era un paese di contadini, villani, bifolchi, abituati da tempo immemore a sottostare al potere dei vari castellani che amministravano il territorio quasi ancora in aria feudale; ma in quel frangente la comunità aprì gli occhi e guardò ad una nuova, possibile realtà. Grazie soprattutto all’intervento e alla divulgazione delle idee mazziniane da parte delle associazioni patriottiche locali, quali l’Associazione Castrense prima e la Lega dei Comuni poi, la popolazione ischiana cominciò a intravedere un futuro migliore nell’Unità d’Italia.

In particolare il discorso dell’Associazione Castrense rimanda a una nuova visione della diruta città di Castro, di cui Ischia è l’erede naturale: non più soltanto un sito d’interesse archeologico, artistico e religioso, ma anche un luogo della nostra coscienza e identità nazionale. Era dalle rovine di Castro infatti che l’Associazione Castrense emanava i suoi proclami, prendendo in prestito dalla storia la vicenda della distruzione della capitale del Ducato farnesiano: dalle rovine provocate da un governo pontificio sorgeva la volontà di creare uno Stato unitario e socialmente moderno.

E a questo Ischia diede il suo contributo, pagando i primi tentativi falliti con annullamenti di enfiteusi, esili e carcerazioni. Il territorio ischiano, posto al confine dello Stato Pontificio, ben si prestava a un attivismo politico illegale: da qui entravano e uscivano dal Patrimonio di San Pietro personalità politicamente scomode, stampa clandestina, briganti e contrabbandieri. E quando fu il momento di uscire alla scoperto e dare sostegno alle truppe garibaldine, gli ischiani imbracciarono i fucili con loro, diedero un aiuto economico, simbolicamente rappresentato dalla tassa del mezzo terratico dovuta al castellano della Camera Apostolica, e ospitarono i volontari senza chiedere nulla in cambio, se non la speranza di nuova terra in una nazione moderna.

A rafforzare questo rapporto fisico ed onnipresente proprio con la terra da coltivare e da abitare, Antonello Ricci e ietro Benedetti proporranno le poesie in ottava rima del poeta locale Delo Alessandrini e quelle di altri storici poeti a braccio paesani, sul pittoresco sfondo di via delle Cantine.

 Maura Lotti 

 


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