Viterbo – Brunetta e il complotto contro Berlusconi.
Nel giorno in cui sono venute alla luce le rivelazioni di Timothy Geithner, ex segretario americano del Tesoro, Renato Brunetta è a Viterbo e di fronte a un folto gruppo di simpatizzanti e amministratori di Forza Italia, radunati in una discoteca alle porte del capoluogo, racconta quella che lui stesso definisce una giornata straordinaria: “Perché la verità è venuta a galla” (Fotocronaca: Renato Brunetta a Viterbo)
Ripercorre le ultime sui fatti dell’autunno 2011: “La guerra dello spread da parte della Deutch Bank, che vendette otto miliardi di titoli italiani, facendo lievitare lo spread e Napolitano, che fin da giugno aveva contattano Monti per prospettagli la presidenza del consiglio, con un governo legittimamente eletto in carica.
E Passera che nel frattempo avrebbe predisposto un programma economico per il futuro governo tecnico”.
Roba da golpe. “Solo nei paesi golpisti governano i tecnici. Non è successo in Spagna e nemmeno in Grecia, solo da noi. Un golpe contro Berlusconi”.
Il racconto è concitato, ma Brunetta è calmo, parla quasi sottovoce, tono grave. Si fa fatica quasi a riconoscerlo. Si commuove quando, paragonando le vicende giudiziarie di Berlusconi, ricorda che in aula si dovrà votare per concedere gli arresti a un collega.
“Ho letto le carte, non ci sono elementi secondo me e con gli altri di Forza Italia voteremo no, anche se è del Pd. Sono orgoglioso di appartenere a un gruppo come il nostro”.
La solennità del racconto viene interrotta solo quando vede Sandro Aquilani, sindaco di Vetralla, che se ne sta andando: “Non so cos’abbia tu di più importante da fare d’ascoltare Brunetta”.
Aquilani sta al gioco e rivela che deve partecipare a una processione. Brunetta alza le mani. Poi riprende il filo.
“E’ stato fatto fuori all’epoca un governo legittimamente eletto, oggi siamo arrivati a Renzi, cui Berlusconi ha dato credito sulle riforme, che però sono spiaggiate al Senato. Siamo alla frutta del governo Renzi. Anche Berlusconi ha capito che non otterrà nulla rispetto agli impegni presi e ne vedremo su questo fronte, molto presto delle belle.
Oggi il renzismo rischia di portarci al grillismo, un disastro per il Paese”.
I sassolini dalla scarpa di Brunetta sono molti. Dalle due scissioni del Pdl, prima Fini e poi Alfano, entrambe secondo l’ex ministro pilotate dal Colle. “Non l’ho mai detto in pubblico, ma spero nelle dimissioni di Napolitano. Non serve all’Italia un Presidente della Repubblica così”.
Quindi le Europee: “Alle ultime elezioni il Pdl ha ottenuto il 21,7%, io spero che Forza Italia ottenga anche un decimale in più e magari Alfano il 3,9% e non il 4”. Ovvero sotto la soglia di sbarramento: “Così, con qualche dovuta eccezione, potremo dire loro di tornare e formare una grande coalizione di centrodestra”. Qualcuno in sala, però rumoreggia.
Proprio le Europee sono la ragione dell’incontro. A sostegno di Luciano Ciocchetti. Che in sala ha dato prova delle sue doti oratorie, parlando a lungo nell’attesa di Brunetta.
All’appuntamento voluto da Angelo Di Silvio ci sono molti che arrivano dalla provincia, quindi FI del capoluogo al gran completo, da Marini a Ubertini, passando per Contardo. Arriva anche Giovanni Arena e c’è l’altro commissario Urbanetti. Non si è visto Francesco Battistoni, vice coordinatore regionale fresco di nomina.
Si vede pure Piero Camilli e poco vicino un altro sindaco, Mancinelli.
Partecipa anche un nutrito gruppo di Fondazione, da Santucci a Barbieri e Talotta. Del resto con Ciocchetti arrivano dallo stesso partito, l’Udc.
Dalle 18, la chiusura è alle 21.30. Vista l’ora, tutti verso l’altra sala. Meno male che il buffet c’è.
Giuseppe Ferlicca







