Viterbo – Gravi, numerosi e specifici precedenti penali.
Il presidente del collegio dei giudici Eugenio Turco ha motivato così la decisione di respingere l’alleggerimento della custodia cautelare nei confronti di Antonio Narducci e Roberto Paglia, i due che tentarono di rapinare il supermercato Lidl a Viterbo il 22 febbraio.
Dopo aver dato lettura della sentenza, con la quale i due sono stati condannati rispettivamente a sei anni e a cinque anni e otto mesi di reclusione, il giudice ne ha sottolineato la pericolosità, allineandosi al provvedimento già emesso nei loro confronti dal gip del tribunale di Viterbo.
Del resto era già emerso poche ore dopo l’arresto a Viterbo che Narducci e Paglia, 48enne il primo e 32enne il secondo, avevano una sfilza di precedenti penali sulle spalle. Entrambi di Nettuno, fecero irruzione nel supermercato del quartiere Barco intorno alle 19,30. Erano armati di una scacciacani e di una pistola 765 automatica con la quale prima minacciarono una cassiera e poi esplosero un colpo, fortunatamente in aria.
Una rapina che stava per concludersi con tremila euro di bottino sotto agli occhi delle persone terrorizzate in fila alla cassa. Tra queste c’erano anche delle donne incinte.
Ma a bloccare prima del tempo la fuga dei rapinatori ci hanno pensato Giuseppe Favilla e Rosario Paolini. Tutti e due carabinieri, il primo in forza al Norm di Montefiascone, l’altro a quello di Viterbo. Né l’uno né l’altro era in servizio, ma entrambi non ci hanno pensato un attimo a intervenire.
Favilla l’ha visti arrivare nel parcheggio e calarsi i cappucci sulla faccia. Così ha deciso di bloccare l’ingresso per non far entrare altri clienti. Paolini era in fila alla cassa e ha aspettato il momento più giusto per fermarli.
Un gesto prontissimo che fu suggellato con una targa del Comune di Viterbo, come riconoscenza simbolica da parte di tutta la cittadinanza.
Ieri pomeriggio, infine, è arrivata la sentenza del tribunale che, dopo circa quaranta minuti di camera di consiglio, ha condannato Narducci a sei anni di carcere e 1400 euro di multa. Paglia, suo complice, dovrà invece scontare cinque anni, otto mesi e venti giorni di reclusione e una multa di 1200 euro.
Gli avvocati della difesa, Tedesco e Monaco del foro di Roma, aspettano le motivazioni per fare appello.




