Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Le misure adottate negli ultimi cinque mesi in Parlamento hanno contribuito a ridurre la media dei detenuti nelle carceri italiane, senza per questo allentare la vigilanza della Stato. Lo dimostrano i numeri: nel Paese da 67mila reclusi (dato dello scorso anno) siamo passati a 59mila (dato odierno).
Anche a Mammagialla il trend è in discesa: circa un anno fa la popolazione carceraria a Viterbo era in media di 740 detenuti, attualmente oscilla fra i 670 e i 680”.
Lo ha detto Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, a margine della visita alla casa circondariale di Viterbo avvenuta nei giorni scorsi.
“In questi mesi, il Parlamento ha discusso – spiega Mazzoli – una serie di norme in materia di giustizia e condizione carceraria. Tra le novità introdotte ci sono: maggiore possibilità per lo straniero di espirare la pena nel paese di origine; attenuazione degli effetti della recidiva; depenalizzazione di una serie di reati, pene detentive non carcerarie e meccanismi di probation (messa in prova)da estendere agli adulti; nuova normativa in materia di droghe e tossicodipendenza che ridefinisce la distinzione tra leggere e pesanti.
Infine, è stata avviata la discussione sulla riduzione dell’area applicativa della custodia cautelare in carcere, che però deve terminare la sua fase legislativa in Senato”. Si tratta di misure avviate dopo il messaggio alle Camere del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dell’ ottobre scorso.
“Questa serie di provvedimenti – chiarisce il deputato – fin qui ha prodotto un decremento della popolazione carceraria, anche a Viterbo. Quindici giorni fa erano presenti 666 detenuti, mentre oggi sono 688. Ma comunque la media è sotto i 700”. Nello specifico, 125 sono rinchiusi in alta sicurezza, 49 nel 41bis, 41 sono detenuti protetti, 473 quelli comuni (tra regime di reclusione e circondariale).
La sentenza europea cosiddetta Torreggiani impone, tra i requisiti per evitare la procedura di infrazione ai danni dell’Italia a causa del sovrappopolamento, che ciascun detenuto abbia a disposizione più di tre metri quadrati. Per Mammagialla, questo requisito è ampiamente rispettato: i reclusi vivono in superfici superiori a quattro metri quadrati.
Tra i numeri più significativi, conseguenza delle nuove norme, c’è la trasformazione da detenzioni in carcere a esecuzioni domiciliari: a Mammagialla hanno presentato domanda in 438, ne sono state accolte ed eseguite 142. Per la liberazione anticipata speciale, relativa a buona condotta e aumento dei premi introdotti, sono state presentate 268 richieste, ne hanno beneficiato in 16.
“Naturalmente – specifica Mazzoli – questa è una tendenza ottenuta non a danno della sicurezza dei cittadini ma con meccanismi normativi che mantengono ferma la vigilanza e forte il presidio dello Stato, rendendo al contempo più efficienti alcune misure e riorganizzando le strutture carcerarie. Continueremo a seguire da vicino la vicenda sia in Parlamento sia in relazione al carcere di Viterbo, vedendo cosa accadrà il 28 maggio, quando Bruxelles valuterà se aprire o meno la procedura di infrazione contro l’Italia. C’è molto da fare, e per farlo serve la collaborazione tra istituzioni”.
“Questo trend positivo – conclude Mazzoli – non significa che manchino i problemi: il lavoro da fare è molto, e infatti l’impegno della direzione del carcere, d’intesa col dipartimento regionale, è costante. Siamo vicini al personale del carcere che ha sempre dimostrato grande professionalità, nonostante le difficoltà , e proseguiremo il nostro impegno per rendere le loro condizioni di lavoro più accettabili”.
Ufficio stampa Alessandro Mazzoli
