Viterbo – Giuseppe Fioroni lancia Enrico Gasbarra in Europa (fotocronaca).
Parte la campagna elettorale, ma il copyright non è del Pd, piuttosto di Federico Moro.
L’ispirazione e lo slancio il parlamentare Pd li trova in una canzone dell’artista, l’Italia è di tutti, fatta ascoltare a ripetizione in sala nell’attesa degli ospiti illustri.
“Parla – spiega Fioroni – di un’Italia che si rialza, di una grande storia di cui facciamo parte io e te. E’ lo spirito giusto per una campagna elettorale da accendere, finora è stata piuttosto debole”.
Vai con la musica, allora.
La sala alle terme è grande e piena. Più di cinquecento persone, qualcuno rimane in piedi. Ci sono tutti, da Zucchi padre e figlia all’assessora Saraconi, il vice sindaco Ciambella. L’elenco è lungo. Seguirà apposito inserto speciale.
Al tavolo, oltre a Fioroni e il candidato Enrico Gasbarra, il sindaco Leonardo Michelini. Introduce il dibattito. Si vede la Cisl, la Coldiretti, un buon numero di consiglieri comunali, assessori non solo del Pd. Diversi anche di Oltre le Mura.
Sembrano elezioni comunali e non europee, vista l’affluenza.
Aldo Fabbrini, fioroniano di ferro, guarda soddisfatto le sedie tutte piene: “Ce ne sono seicento”.
Arriva pure il consigliere regionale Enrico Panunzi. Va a salutare i tre “big”, poi torna dietro le quinte.
In prima fila, fra l’assessore Alvaro Ricci e il capogruppo Pd Francesco Serra scoppia la guerra dei santini. Ricci ha quello d’ordinanza di Gasbarra, Serra ha il suo. C’è l’immagine di Nicola Danti.
Rispetto ai Popolari cambia l’ordine dei candidati, ma non il risultato. Visto che si possono esprimere tre preferenze, le altre due indicazioni sono per Gasbarra e Bonafè.
Due punti di contatto con Fioroni, che indica Gasbarra come prima opzione e quindi Bonafè, libertà sul terzo.
Nomi su cui puntare per dare corpo alla sua idea di Europa. “Diversa – osserva Fioroni – rispetto a quella delle banche e della carta moneta. Non c’è solo il profitto, dobbiamo mettere in gioco i valori. Al centro l’uomo, la persona umana. Dobbiamo parlare di sobrietà a sussidiarietà.
Quello che sessant’anni fa andava dicendo De Gasperi. Ha immaginato l’Europa in una visione profetica della politica, che fosse dei popoli. Sessant’anni fa e noi ancora non siamo stati in grado di realizzarla”.
La campagna elettorale finora non solo non si è accesa, ma per l’ex ministro è anche piuttosto difficile.
“A chi dice che il Pd va bene – osserva Fioroni – io rispondo che finora vincono quelli che non vanno a votare. Dobbiamo lavorare per ottenere un risultato ottimo. Solo distanziando di dieci punti i grillini, possiamo guardare con più serenità alle prossime politiche”.
Il candidato intervenendo ringrazia il sindaco Michelini. “Mi ha regalato la gioia più grande da segretario regionale Pd – ricorda Gasbarra – la vittoria al comune di Viterbo. Oggi siamo a un’elezione storica, il paese è entrato in un nuovo tempo, con le riforme, un nuovo governo, i progetti ed è la prima consultazione senza Berlusconi e senza una destra, che è finita, passata.
Noi dobbiamo portare avanti la nostra idea, contro chi come il Movimento 5 stelle vuole distruggere.
Propongono una rivoluzione comica e distruttiva che rischia di far rimanere fermo il paese. Noi lo dobbiamo dire in modo chiaro, dall’euro non si può uscire”.
Quindi una promessa: “Se dovessi essere eletto – anticipa Gasbarra – in ogni provincia ci sarà un delegato assistente parlamentare. Lo farò per Viterbo e le altre province, meno che Roma, perché non ne ha bisogno e quindi per Umbria e Marche.
Sarà un canale diretto sulle opportunità che derivano dalla programmazione europea, sui fondi, per fare presente quello che serve”.
Giuseppe Ferlicca






