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La loggia sud-ovest di Palazzo Orsini aperta al pubblico

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Bomarzo - Castello Orsini

Bomarzo – Castello Orsini 

Bomarzo –  L’occasione è ghiotta. Di quelle che non capitano sempre. Il prossimo due giugno, festa della Repubblica, a Bomarzo si potrà accedere ad un’ala storica normalmente invalicabile. Ad una porzione di cultura della Tuscia dal valore inestimabile. Grazie infatti alla della Pro loco del borgo, coadiuvata dall’associazione “Amici del palazzo”, sarà visitabile la loggia sud-ovest di Palazzo Orsini (10-12, 16-19). Una delle gemme assolute della provincia di Viterbo.

Qualche cenno storico per comprendere il tutto. Il complesso del castello-palazzo si compone di varie parti che si intrecciano e si sovrappongono tra di loro, rendendo assai difficile la lettura rapida. Sono tre le fasi di costruzione che han portato allo stato odierno della struttura. La più antica anteriore forse a Gian Corrado Orsini (quattrocentesca), residuo della vecchia rocca medioevale. L’intermedia, prolungatasi per buona parte del ‘500 sotto la signoria di Vicino (figlio di Gian Corrado). E l’ultima, verso ovest, probabilmente seicentesca, legata all’acquisto del caseggiato e del paese da parte dei Lante.

Una delle parti più caratteristiche, che tratteggia l’estrosità del duca Orsini, è costituita proprio dalle magnifiche terrazze. Che testimoniano, ancora una volta, l’intenso amore per la natura di chi le fece costruire.  Pierfrancesco Orsini (Vicino) è il sottile uomo di cultura che trasforma il castello in palazzo e realizza il Sacro basco. Le decorazioni e le iscrizioni delle logge dovevano avere il compito di preparare gli ospiti alla visita al Sacro bosco, anticipando alcuni temi sviluppati nel parco. Con l’apertura al pubblico del “Palazzo novo” si è voluto riproporre l’€™interesse del visitatore sul palazzo, per meglio comprendere il parco. Come avrebbe voluto proprio Vicino.

 


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