Cronaca – Compagno morto da tre anni, ma non ne denuncia il decesso e continua a percepire due pensioni.
A Civitavecchia, la convivente di un anziano deceduto nel 2011 si era guardata dal denunciarne il decesso all’Inps, continuando a percepire le due pensioni, ordinaria e di invalidità.
L’incrocio delle risultanze delle banche dati del comune di Civitavecchia e dell’Inps, che ha evidenziato una posizione previdenziale pendente, ha innescato le indagini delle Fiamme Gialle.
Gli accertamenti sul conto corrente acceso presso una Cassa di Risparmio, in cui mensilmente venivano accreditate la pensione e l’assegno di invalidità, hanno consentito di risalire alla convivente del beneficiario e ai suoi due figli.
I tre – denunciati alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per truffa aggravata ai danni dello Stato in concorso fra loro – avrebbero percepito, nei tre anni, prestazioni per circa sessantamila euro.
Nell’anno trascorso e nei primi quattro mesi del 2014, i reparti dipendenti dal Comando Provinciale hanno scoperto truffe ai danni degli enti previdenziali per 5,5 milioni di euro denunciando 196 persone All’Autorità Giudiziaria.
A Frascati, invece, un ex dirigente Inps aveva richiesto e ottenuto la pensione di vecchiaia, pur continuando a lavorare alle dipendenze dell’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura. In questo modo, per oltre un decennio, avrebbe incassato sia lo stipendio sia la pensione.
Al termine di accertamenti svolti anche in collaborazione con i due enti di previdenza, è stata fatta piena luce.
L’uomo – cui l’Inps ha bloccato immediatamente l’erogazione degli emolumenti – è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per truffa aggravata ai danni dello Stato, avendo percepito indebitamente oltre 1 milione di euro.
Gli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Frascati hanno consentito alla Procura della Repubblica di Roma di richiedere ed ottenere dal Giudice delle Indagini Preliminari il sequestro preventivo di beni immobili e di conti correnti nella disponibilità dell’indagato, per un valore di quattrocentomila euro
