Tarquinia – Finanziamenti pilotati per oltre un milione di euro. L’operazione “Amici miei” della guardia di finanza di Civitavecchia arriva anche a Tarquinia.
Dopo i due sorianesi già finiti nel mirino delle fiamme gialle in seguito al blitz antiusura, nella lista degli indagati è stato inserito anche un direttore di banca, a capo della filiale di Tarquinia. Per lui l’accusa sarebbe di essere stato compiacente a far ottenere alcuni finanziamenti.
Le cifre sono esorbitanti. I finanziamenti sotto la lente delle forze dell’ordine, infatti, supererebbero il milione di euro in soli due anni.
Secondo quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, che ha portato agli arresti domiciliari due civitavecchiesi, padre e figlio, e ha disposto l’obbligo di firma per altre cinque persone, i primi due, contitolari di una finanziaria, avrebbero “curato le pratiche volte a far ottenere i finanziamenti ai clienti, ove necessario, in considerazione dell’inaffidabilità finanziaria degli stessi, mediante la formazione di documentazione reddituale e fiscale completamente contraffatta”.
Ma c’è di più. Una volta ottenuti i documenti adatti, scrive il gip Giovanni Giorgianni, padre e figlio “mettevano in contatto i clienti con le agenzie finanziarie di fiducia e, infine, ottenevano promesse e incassavano i compensi della mediazione”.
L’indagine prosegue e la lista degli indagati potrebbe allungarsi ancora. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere, mediazione usuraria, abusiva mediazione creditizia e falso.
