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Lo picchiano e gli rubano l’iPad, ma non era una rapina

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – Lo picchiano e gli rubano l’iPad, ma non era una rapina.

Il gip Francesco Rigato ha rimesso gli atti al pm perché proceda per esercizio arbitrario delle proprie ragioni nei confronti dei due uomini che furono arrestati un anno e mezzo fa inizialmente con le accuse di tentata estorsione e rapina.

I fatti, che sono avvenuti in un paese della provincia di Viterbo, hanno coinvolto tre persone: la presunta vittima e due amici. Uno di questi ha raccontato all’altro di vantare un credito di 10mila euro da un uomo e di volerlo andare a trovare a casa, alle 3 di notte, per recuperare quanto doveva.

L’amico decide di accompagnarlo, senza entrare. Da fuori però sente che si è acceso un parapiglia. Il rumore è quello di alcune persone che se le stanno dando di santa ragione, una di queste ha in mano una stecca da biliardo spezzata. Quando il creditore dei 10mila euro esce porta via con sé un iPad.

I due amici quella stessa notte vengono arrestate con l’accusa di tentata estorsione e rapina, ma il gip Maurizio Pacioni non convalida l’arresto.

Nei giorni scorsi la vicenda è arrivata di fronte al giudice Francesco Rigato che in udienza preliminare ha ritenuto di non dover procedere né per rapina né per tentata estorsione. I due amici, uno dei quali (quello rimasto fuori dal locale in cui sarebbero avvenuti i fatti) è difeso dall’avvocato Franco Taurchini, quindi dovranno ora attendere che il pubblico ministero concluda le indagini per la nuova accusa, alleggerita rispetto alle precedenti.


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