Bagnoregio – Riceviamo e pubblichiamo – Nel congedarmi da questa bella esperienza elettorale, bella nonostante tutto, non posso non commentare i risultati, ma non voglio commentare solo quelli. Non c’è che da prendere atto che il popolo di Bagnoregio ha scelto in forma plebiscitaria la lista dell’amministrazione uscente. Non voglio analizzare ulteriormente il voto né valutare la scelta dei cittadini che rispetto in virtù dei principi di democrazia ai quali ci siamo ispirati nella scelta di candidarci con servizio al territorio.
Desidero, però, commentare lo stile della nostra campagna, nella quale siamo stati corretti, chiari, dignitosi, dicendo quello che sentivamo di dover dire alla gente in pubblico, svolgendo i comizi come un tempo (siamo stati gli unici a farlo), quando la politica si faceva in piazza, tra la gente.
Tanti hanno apprezzato la passione, la mancanza di interessi personali e il nostro desiderio di metterci veramente al servizio di una comunità in cui molti per molto tempo hanno lamentato disservizi e difficoltà, come del resto ci è capitato di sentire dalla viva voce di tanti cittadini durante la stessa campagna elettorale.
Mentre noi parlavamo correttamente in pubblico, però, venivamo investiti da una capillare campagna di maldicenza, sia sussurrata nelle orecchie della gente, sia palese e grave su un noto social network.
Da questo punto di vista e da quello delle alleanze politiche (tutti i partiti stavano con la lista n.1) non abbiamo combattuto ad armi pari.
Ora la paura è passata e il vincitore fa complimenti, auguri e auspici di collaborazione nel ripulire insieme il paese, ma il livello al quale l’insulto è arrivato è uno sporco molto difficile da rimuovere e dimenticare. Proveremo a perdonare.
E’ una cosa che dico col sorriso, perché non fa altro che confermarmi quello che ho provato in questi giorni: ho condotto la campagna che volevo condurre, secondo lo stile combattivo e corretto che nella vita mi ha fatto rimanere me stessa in coerenza con i miei principi in ogni circostanza.
Questo è stato reso possibile soltanto dal fatto che sono stata sostenuta da un gruppo di candidati umili, preparati, coraggiosi ed onesti ai quali va tutta la mia gratitudine, così come a tutti gli elettori che ci hanno coraggiosamente votato e ad un gruppo di giovani che non ha avuto paura di starmi accanto.
Aver offerto un’alternativa alla gente per garantire la possibilità di scegliere democraticamente è stato un segno di rispetto e di amore per la nostra terra, anche se uno dei temi portanti della campagna avversaria è stato “non dovete votare Maria Consiglia, perché non è di Bagnoregio”.
Aver scritto un buon programma, essere scesi in piazza a parlare con le persone è stata una bella esperienza, nonostante le inevitabili ferite che attacchi personali inutili possono averci momentaneamente provocato. Noi siamo rimasti noi stessi e siamo sereni perché abbiamo agito bene per il bene comune. Agli altri la grande responsabilità di confermare al popolo che li ha eletti in modo così significativo tutte le promesse e tutti gli impegni annunciati e anche quella di riuscire in un non agevole compromesso tra forze di destra e di sinistra, politicamente attive.
Maria Consiglia Pompei
