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“Questa non è la nostra Europa”

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Massimo Giampieri

Massimo Giampieri 

Civita Castellana – “Servono rappresentanti territoriali in Europa”.

Riformare l’Europa a partire dal trattamento verso gli stati, cambiare la politica monetaria che strozza i paesi economicamente più deboli e assicurare una presenza territoriale all’interno delle istituzioni per intercettare i finanziamenti da spendere con logica.

Il programma di Massimo Giampieri, candidato alle europee per Fratelli d’Italia nella circoscrizione dell’Italia centrale, è semplice e, come lui stesso sostiene, mira a garantire gli interessi della Tuscia.

Perché ha deciso di candidarsi?
“Fino a pochi giorni dalla chiusura delle liste – dice Giampieri – non credevo di candidarmi. Non volevo farlo perché da tempo pensavo di interrompere la mia attività politica dato che non mi ritrovavo sotto nessuna bandiera. Ho sempre portato avanti le battaglie, credendoci, e sono riuscito a ottenere dei risultati proprio per l’impegno che ho sempre messo. E’ quello il segreto. Mi sono più volte messo in gioco e nel ’99 sono diventato sindaco strappando Civita Castellana alla sinistra. Sono stato anche presidente del consiglio provinciale. Insomma, ho la politica nel sangue”.

Cosa le ha fatto cambiare idea, dunque?
“I vertici romani, Fabio Rampelli e il segretario regionale Marco Marsilio, e la nostra leader Giorgia Meloni che mi hanno chiesto di scendere in campo. La passione per la politica si è sposata poi con la voglia di risollevare il territorio. Sono poche le candidature provinciali alle europee e sono convinto di poter rappresentare al meglio gli interessi della provincia, anche per la mia passata esperienza di amministratore. Il mio primo pensiero va ai comuni del distretto ceramico che stanno soffrendo da cani, anche per la scarsa attenzione dell’Europa”.

Quali sono le battaglie che FdI vuole portare avanti in Europa?
“Sono un convinto europeista e già all’università combattevo per l’unità. Questa, però, non è la nostra Europa e non ci rappresenta perché è basata sugli interessi delle banche e su politiche monetarie che strozzano le nazioni più deboli”.

Da cosa dipende quindi l’intesa tra stati?
“Sogno un’Europa romana”, è uno dei miei motti preferiti, perché l’unità deve basarsi sulla storia, i monumenti e la tradizione. Voglio riagganciare i fili culturali di un’Europa distrutta dalle banche e dagli interessi delle potenze più forti a partire dalla Germania. L’economia non può prevalere sulla politica”.

Sull’euro, qual è la sua posizione?
“La politica monetaria va rivista, così come l’euro, pensando anche di uscirne se necessario. Ma bisogna farlo in maniera ragionata, mettendo insieme gli interessi delle nazioni più deboli e poi serve battere i pugni e farsi rispettare, eliminando quei lacci e laccioli che ci impediscono di esprimere le nostre possibilità. Siamo una potenza e vogliono farci diventare una nazione di second’ordine. Non possiamo permetterlo”.

In che modo le politiche europee incidono nella vita dei cittadini?
“Ora come ora, incidono negativamente, per i vincoli burocratici che ostacolano gli investimenti. Se un ente locale ha modo di impiegare denaro, deve farlo. Nella mia esperienza amministrativa, ho cercato di mettere in piedi uno sportello unico per le imprese per semplificare l’iter degli investimenti. Spesso, anche per colpa nostra non mettiamo a frutto i soldi che ci arrivano e capita di rimandarli indietro. Ecco perché c’è bisogno di qualcuno che, con una presenza capillare, riesca a intercettare i progetti e i soldi per realizzarli. E’ per questo che mi candido”.

Cosa è stato fatto finora per la Tuscia?
“Ben poco. Ricordo solo gli investimenti alla provincia di Viterbo per la formazione professionale dei giovani ottenuti grazie all’impegno del nostro europarlamentare Marco Scurria. Al di là di questo, il buio. Le occasioni però ci sarebbero, tutto sta nell’individuarle. Basta accorciare le distanze ed essere presenti per curare gli interessi della provincia”.

Quali sono le priorità che ha in mente di attuare?
“Comunque vadano le elezioni – conclude Giampieri – seguirò, coi parlamentari eletti, gli interessi del nostro territorio, curando in primis le esigenze delle imprese, dei giovani e in particolare del distretto industriale che è ormai nella morsa. Siamo in una situazione drammatica e, anche per questo, serve impegnarsi e crederci”.

Paola Pierdomenico 


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