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Il Ragonesi diventa istituto omnicomprensivo

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Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi 

Silvia Somigli, vicesegretaria della Uil scuola

Silvia Somigli, vicesegretaria della Uil scuola 

Il liceo scientifico Ragonesi

Il liceo scientifico Ragonesi 

Viterbo – (g.f.) –  Il Ragonesi non lascia, anzi, raddoppia.

Lo storico istituto viterbese non solo non chiude, ma diventa omnicomprensivo. La parola fine alla trattativa è arrivata ieri nel pomeriggio, dopo l’ultimo, decisivo tavolo.

Come anticipato, la proprietà passa dai padri Maristi al Seraphicum, istituto scolastico con sede a Roma in zona Eur.

“Il Ragonesi non chiude – dice soddisfatta a conclusione delle trattative Silvia Somigli della segreteria nazionale Uil scuola e provinciale – rimarrà aperto, come omnicomprensivo.

Un importante risultato ottenuto dalla Uil Scuola di Viterbo di concerto con tutti coloro i quali hanno preso parte alla trattativa.

Un percorso condiviso che ha portato i suoi frutti”.

Quella che a Viterbo è una vera e propria istituzione in ambito scolastico rimane aperta: “Sono salvi anche i diciotto posti di lavoro – continua Somigli – li abbiamo conservati, ma si aprono anche altre prospettive, diventando scuola omnicomprensiva.

Altre persone potranno fare la loro esperienza in un mondo scolastico ad alto livello”.

Lo scientifico Ragonesi solo pochi mesi fa ha festeggiato i suoi primi cento anni, quindi le notizie sulle difficoltà che stava attraversando la gestione, anche se fin da subito è stata evidenziata la volontà di non voler chiudere.

Sono iniziate le trattative che ieri hanno portato alla definitiva e positiva soluzione. Arriva il Seraphicum.

“Sono stati limati alcuni aspetti – rivela Somigli – nell’interesse dei lavorati. Ci preme sottolineare l’importanza di un simile risultato, garantire la presenza in città di una vera e propria istituzione, anche implementata”.

Al tavolo conclusivo delle trattative, oltre a Silvia Somigli, che con Tonino Longo ha seguito da vicino la vicenda, c’erano l’ingegner Sepiacci e Mauro Arena.

 


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