Viterbo – Sequestro conservativo di tutti i beni immobili di cui Gianfranco Fiorita è comproprietario.
E’ quanto è stato disposto dall’ordinanza firmata dal giudice Eugenio Turco che ha accolto l’istanza presentata dagli avvocati Carlo Mezzetti, Paolo Delle Monache e Antonio Iezzi.
I tre legali di parte civile di alcuni ex clienti del dentista svanito nel nulla quasi quattro anni fa, sono riusciti a far congelare le quote degli immobili che Fiorita possiede tra Viterbo e la provincia di Cosenza.
Il professionista fece perdere le sue tracce nell’ottobre del 2010 senza avvisare né i suoi parenti, né tantomeno i collaboratori del suo studio dentistico e le decine di clienti che aveva in cura. Colleghi e praticanti rimasero senza lavoro, mentre i pazienti si ritrovarono con protesi da finire e lavori in bocca a metà. Per giunta, molti di loro avevano scelto di pagare il dentista tramite finanziaria e le rate mensili, quindi, continuavano ad arrivare nonostante le cure fossero state bruscamente interrotte.
“Il sequestro conservativo delle proprietà di Fiorita – spiega l’avvocato Carlo Mezzetti – era il minimo che si potesse sperare per tentare, qualora il processo che lo vede accusato di appropriazione indebita si chiudesse con una condanna. I suoi ex clienti e tutte le persone che si sono costituite parte civile potranno così sperare almeno in qualcosa”.
Difficile, secondo il legale, che la cifra che si otterrebbe con i beni sequestrati possa bastare a coprire i debiti del dentista, ma comunque è già un passo avanti.
“Benché la difesa continui a sostenere che Fiorita sia debitore di poco più di 100mila euro – sottolinea Mezzetti -, noi insistiamo nel dire che la cifra accumulata è ben altra. Il pm Stefano D’Arma, non dimentichiamocelo, gli contesta più di 600mila euro”.
Le proprietà congelate con l’ordinanza del giudice sono sparpagliate tra la provincia di Viterbo e quella calabrese di Cosenza. Nessun immobile però sarebbe completamente del dentista, ma quest’ultimo avrebbe alcune quote di cinque o sei appartamenti in comproprietà con altre persone.
Ora, mentre Gianfranco Fiorita rimane in Paraguay, dopo aver risolto i suoi guai con la giustizia sudamericana e aver riconsegnato il passaporto all’ambasciata, in Italia si attende la prossima udienza del processo fissata per il 22 maggio quando nell’aula del tribunale di Viterbo continueranno a sfilare i tantissimi testimoni citati dall’accusa.
Francesca Buzzi

