Soriano nel Cimino – (s.m.) – E’ arrivato ieri sera a Mammagialla Mirko Giuliani.
Il 36enne di Soriano nel Cimino è in stato di fermo da ieri pomeriggio per aver accoltellato l’amico Alessandro Urbani, trentun anni, in prognosi riservata a Belcolle (fotocronaca – video).
L’accoltellamento sarebbe avvenuto durante una lite per soldi.
E’ la madre di Urbani a chiamare il 118: il figlio torna a casa pieno di tagli e sangue. I soccorsi allertano i carabinieri che, in mezz’ora, rintracciano l’aggressore e trovano il coltello.
Mirko Giuliani entra in procura alle 17,30. Quando esce è accusato di tentato omicidio. Cammina scortato dal maresciallo Paolo Lonero, comandante di Soriano, e da altri militari della stazione e del nucleo investigativo. Si copre il viso con un foglio di carta. Non dice una parola mentre scende le scale e sale nell’auto dei carabinieri, ma davanti al pm Stefano D’Arma parla per circa due ore. Ammette tutto e racconta di una colluttazione degenerata.
E’ Giuliani a invitare Urbani a casa sua. Sono amici da sempre e vicini di casa, ma non si parlano da qualche giorno.
Giuliani accusa l’amico di un furto avvenuto di recente nella sua abitazione: gli hanno rubato preziosi e mille euro in contanti. Sarebbe stato lui stesso a riferirlo durante l’interrogatorio: sospettava di Urbani perché ha precedenti per furto in appartamento e le loro case distano pochi metri l’una dall’altra.
Ieri mattina lo avrebbe invitato a casa sua per chiarire. Ma poco dopo l’arrivo di Urbani, la situazione sarebbe precipitata. Giuliani dice di essere stato aggredito dall’amico e di essersi difeso. In ogni caso, l’escalation di violenza finisce a coltellate. Tre fendenti vengono sferrati tra la schiena e l’addome di Urbani, che si trascina a casa, per poi arrivare in codice rosso a Belcolle e finire in prognosi riservata.
Lo soccorrono i sanitari in elicottero. Subito dopo, si attivano i militari di Soriano e il nucleo investigativo del capitano Giovanni Martufi.
Dopo un primo intervento per tamponare le ferite, il 31enne viene operato d’urgenza. Inizialmente non sembra in pericolo di vita, ma col passare delle ore si aggrava. E’ ferito al torace e a un fianco. Ma è soprattutto l’intestino perforato a preoccupare i medici: il coltello è sceso così in profondità da bucare l’organo.
Il destino di Giuliani, ora, è legato alle condizioni dell’amico: se Urbani dovesse morire il reato diventerebbe omicidio e la posizione del 36enne si aggraverebbe.
I carabinieri capiscono subito che l’aggressore è Giuliani. L’uomo è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, che conoscono i suoi precedenti, sanno del furto da lui subito in casa e dell’amicizia con la vittima. Mettono insieme gli indizi e lo vanno a cercare; trovano solo la sua casa piena di sangue, mentre lui sta tentando di scappare con un autobus per Viterbo. Lo bloccano in extremis. Giuliani li porta nel terreno in cui ha nascosto il coltello, sempre a Soriano, davanti a un supermercato e non lontano da casa sua.
Verso le 20, viene portato a Mammagialla per la sua prima notte in carcere, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
Giuliani aveva da poco finito di scontare una condanna a 14 mesi per violenza privata. A suo carico ci sarebbe anche un precedente per maltrattamenti in famiglia sull’ex moglie, da cui ha avuto due figli.
Dice di essersi difeso. Ma non è escluso che il pm possa contestare l’aggravante della premeditazione: le ostilità tra i due amici andavano avanti da giorni ed è stato l’aggressore a portare la vittima in casa sua.





