Viterbo – Un recupero che va dritto al cuore.
Dopo un anno di lavori, torna alla luce la cappella di san Giuseppe, al duomo di Viterbo (fotogallery). Stasera alle 18 la presentazione ufficiale, dopo l’intervento di recupero promosso dal Fai.
La cappella è stata uno dei luoghi più segnalati nel Lazio per la quinta edizione dei Luoghi del cuore, nel 2010.
Nei bombardamenti del 1944 la cattedrale fu colpita subendo ingenti danni e l’opera di ricostruzione privilegiò le linee romaniche originarie, con la chiusura di tutte le cappelle laterali, a eccezione di quelle dei santi Valentino e Ilario e di santa Lucia.
Quella di san Giuseppe risale al 1560, fatta costruire dal cardinale Gambara. Oggi torna alla luce, con il dipinto della Sacra Famiglia, l’altare ligneo e le figure di santa Rosa e santa Lucia da Narni.
Stasera la cerimonia, stamani un primo giro, dopo la conferenza di presentazione con don Emanuele Germani.
“Oggi la restituiamo alla città e al culto – spiega Barbara Antonelli Brunori del Fai – chiudiamo un progetto iniziato nel 2010 con le segnalazioni che ci erano arrivate e lo facciamo mentre sta partendo la nuova campagna sui luoghi del cuore.
Abbiamo realizzato un opuscolo che riporta la storia e l’intervento sulla cappella. Lo distribuiremo in cambio di un contributo libero che a noi consente di raggiungere la somma che ci occorre per il restauro.
Sabato 17 i volontari Fai saranno presenti in cattedrale per spiegare il restauro, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30”.
Don Luigi Fabbri, vicario generale, si augura che questo sia solo un inizio. “La nostra intenzione – osserva don Luigi – è di una rivisitazione dell’intera cattedrale.
C’è la parte seicentesca da riprendere. Noi come diocesi facciamo la nostra parte, ma se si creano sinergie, tornano a vantaggio dell’intera città”.
L’idea c’è: “Da qualche anno – anticipa Santino Tosini, direttore dei beni della diocesi – interventi da effettuare. Già ora, con l’apertura della cappella di san Giuseppe, c’è un tocco di colore al tono austero del duomo”.
Per il sindaco Michelini, sono beni che appartengono a tutti. “E’ un patrimonio della città – osserva Michelini tutti noi dobbiamo sentirci proprietari, anche se appartiene formalmente alla curia”.
La Fondazione Carivit partecipa all’iniziativa: “Oltre il 40 per cento dei fondi – osserva il presidente Mario Brutti – è destinato al settore arte e beni culturali. Siamo un soggetto privato e spesso ci troviamo soli a far fronte con i nostri mezzi, in un momento non facile.
Questo recupero in particolare è artistico, ma tocca anche il sentimento popolare”. All’incontro, anche il consigliere regionale Daniele Sabatini.
Giuseppe Ferlicca








