Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo – Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti premia i ragazzi che hanno partecipato al concorso legato alla manifestazione sul tema delle ecomafie.
Insieme a lui sul palco del teatro Fescennino il procuratore aggiunto di Napoli Nunzio Fragliasso. Roberti, parlando delle ecomafie, ha affermato che “Le mafie attecchiscono grazie alla corruzione. Ma non dobbiamo pensare alla mazzetta. Oggi si tratta di avanzamenti di carriera, o incarichi importanti. Si corrompono funzionari in posti strategici per ottenere un condono o una corsia preferenziale. Le ecomafie si sviluppano basandosi su qualcosa di lecito come lo smaltimento dei rifiuti. Si insinuano nel lavoro di imprenditori in difficoltà, e con la crisi è facile trovarli, smaltiscono i rifiuti interrandoli e pagando i proprietari dei terreni che vengono inquinati in maniera irrimediabile. E da lì si inquinano anche le falde acquifere”.
Un importante punto toccato dal procuratore Fragliasso riguarda il tipo di pena “Per chi brucia i rifiuti è prevista una pena detentiva mentre chi inquina una falda acquifera se la cava con una multa. Questo sistema punitivo va rivisto. Le Procure possono intervenire solo dopo che è stato commesso un reato per cui la prevenzione è fondamentale”.
Le ecomafie assumono aspetti molteplici “i capi contraffatti – spiega Fragliasso – vengono prodotti in nero e anche i loro rifiuti devono essere smaltiti in modo illecito. Un danno non solo per l’economia ma anche per l’ambiente. Lo stesso discorso vale per gli abusi edilizi. La mafia fa pagare il pizzo su ogni soffitto in più e i materiali di questi cantieri vengono smaltiti illegalmente. Questi costi poi li paghiamo tutti”. La Terra dei Fuochi, il territorio compreso tra Napoli e Caserta, può diventare qualsiasi territorio in cui vengono sversati rifiuti o inquinate le acque. Poi si innesca un meccanismo a catena che contamina anche i suoi abitanti che si ammalano gravemente. La testimonianza di Maria ed Emiliano Liguori, moglie e figlio di Michele, il vigile urbano di Acerra morto a causa di due tumori provocati dall’esposizione ai materiali tossici sversati nei terreni e nei pozzi del territorio comunale.
L’avvocato Irene Sigismondi ha puntualizzato che “l’evasione fiscale è un altro strumento per incentivare la corruzione. Un fenomeno che si è sviluppato a tutti i livelli e che concorre a togliere trasparenza. Per questo è una porta aperta all’attività malavitosa”. Queste le voci. I suoni, cioè la parte artistica, è stata affidata al maestro Nicola Piovani che ha presentato il suo libro “La musica è pericolosa” (Rizzoli) e ha ricordato “L’importanza delle radici e della memoria.
Che non deve essere nostalgia ma un trampolino verso il futuro”. E ha ringraziato i familiari di Michele Liguori per la loro testimonianza commovente. Lo spettacolo teatrale “Il Papa e il Poeta” di Mimmo Muolo ha raccontato la vita di san Giovanni Paolo II attraverso le sue poesie mentre il duo Laura Antonini e Riccardo Notazio hanno intervallato con voce e chitarra la serata conclusiva. Altro tassello importante è stato il maestro Gianni Maddaloni, protagonista del libro “’O Maé” di Luigi Garlando (Piemme).
La sua palestra di judo a Scampìa sottrae giovani alla camorra presentando loro una diversa regola di vita “I ragazzi hanno bisogno di punti di riferimento autorevoli. Lo sport e i suoi valori sono validi strumenti. Per questo lo sport deve entrare già nelle scuole primarie”. Il sindaco di Corchiano Bèngasi Battisti ha ricordato che “occorre rispettare il propiro territorio che dobbiamo consegnare alle generazioni future. Non bisogna pensare che i problemi dell’inquinamento siano limitati alla Terra dei Fuochi”.
Alessandra Gaetani
