Barbarano Romano – Sarà il professor Maurizio Marasco a eseguire la perizia psichiatrica su Antonio Matuozzo.
Il gup di Viterbo Salvatore Fanti ha affidato l’incarico al medico, che dovrà dire se l’ex parrucchiere 66enne napoletano era lucido quando ha ucciso a coltellate la compagna Anna Maria Cultrera.
L’omicidio avvenne la notte del 12 ottobre 2013. La donna, viterbese di 62 anni, fu trovata dai carabinieri nel letto, con un coltello da macellaio piantato nella gola.
Fu lo stesso Matuozzo a chiamare il maresciallo di Barbarano Romano Marco Stella e i suoi uomini: “Ho ucciso la mia compagna”, avrebbe detto serafico al telefono col piantone alle 3 del mattino. I militari erano lì in un attimo: la scena del delitto era a pochi metri dalla caserma, in un appartamento al primo piano in via 4 novembre 23.
Nella sua relazione, il medico legale che eseguì l’autopsia ha parlato di overkilling: un vero e proprio accanimento sulla donna, colpita nel sonno con circa cinquanta coltellate.
Subito dopo, Matuozzo avrebbe anche detto ai carabinieri che la compagna “se lo meritava”. La difesa non ha mai creduto nel movente della crisi di coppia. Mentre per l’accusa l’omicidio fu premeditato e motivato dai rapporti logorati tra i due conviventi, gli avvocati Vincenzo Gambera e Marco Marcucci hanno depositato una corposa documentazione medica, che attesterebbe problemi di salute di Matuozzo anche antecedenti l’omicidio. La difesa, del resto, ha chiesto il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica per battere la strada dell’infermità mentale.
Ma solo il perito nominato ieri mattina dal tribunale potrà chiarire se il 66enne era capace di intendere e di volere quando ha assassinato la compagna.
La difesa ha nominato come consulente di parte il neurologo viterbese Antonio Maria Lanzetti, mentre il pm Fabrizio Tucci e l’avvocato di parte civile Antonio Manganiello si sono riservati la decisione su un’eventuale consulenza di parte.
Marasco ha 60 giorni di tempo a partire dal 20 giugno per depositare la sua relazione. La illustrerà a settembre in aula davanti al giudice Fanti.
Lo psichiatra pugliese, professore di Psicopatologia Forense e Criminologia all’Università La Sapienza, si è già occupato di note vicende giudiziarie viterbesi. Come l’omicidio di Marcella Rizzello: la trentenne di Civita Castellana uccisa anche lei a coltellate in casa il 3 febbraio 2010. Fu Marasco a eseguire la perizia psichiatrica sull’imputato Giorgio De Vito, 37enne napoletano, condannato in primo grado all’ergastolo e in appello a 17 anni.
Lo psichiatra concluse che De Vito era perfettamente capace di intendere e di volere, nonostante la sua infanzia travagliata e le modalità con cui aveva infierito sul corpo della vittima: trenta coltellate e una bottiglia infilata tra le gambe, come per sfregio. “Ma la crudeltà non è sinonimo di malattia mentale”, concluse Marasco su De Vito davanti alla Corte d’Assise di Viterbo.
A settembre dovrà dire se per Matuozzo vale lo stesso o se il 66enne è stato colto da un raptus di follia improvvisa quando ha sferrato cinquanta fendenti contro la sua donna.




