Viterbo – “Addio a un viterbese schietto e verace” (fotocronaca – video).
Parole dense di commozione e un pizzico di ammirazione quelle che don Ivo Bruni ha usato per descrivere la vita di Pietro Chiodo.
Lo storico gelataio di Viterbo che si è spento domenica pomeriggio all’età di 106 anni. Ammirazione per un uomo che, come ha detto lo stesso parroco, ha lasciato una grande eredità e non solo alla famiglia, ma all’intera comunità.
In tanti hanno partecipato alla cerimonia funebre che si è tenuta nella chiesa di Sant’Angelo a Viterbo, per stringersi al dolore della famiglia. In mezzo all’altare la bara di Chiodo con sopra un libro e in fondo un cuscino di fiori gialli e arancioni.
A ricordarlo è don Ivo Bruni. “Ci ha lasciato un viterbese schietto e verace – ha detto il parroco -. Oggi si crea un vuoto nella nostra comunità, fra i parenti, gli amici e i conoscenti di Pietro. Lui, però, non ci ha lasciati, il suo è solo un arrivederci”.
Poi le parole di speranza per la famiglia. “Voglio dire ai figli di raccogliere l’eredità del padre e non quella in denaro, ma l’esempio che è stato. Sentiamo nostalgia per Pietro, ma sappiamo anche che lui sta bene ed è entrato nella gloria di Dio. La morte non è la fine di tutto. Siamo qui per celebrare il passaggio di Pietro dalla terra al cielo. Lui si presenta al Signore con le opere che ha compiuto e noi lo ringraziamo per avercelo dato”.
Commozione tra chi era presente alla cerimonia.”Preghiamo per Pietro – ha concluso don Ivo -, quello è il regalo più bello che possiamo fargli. Un dono che resterà in eterno”.
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