Roma – Associazione a delinquere, indagati gli Angelucci.
I re delle cliniche private del Lazio ancora nel mirino della magistratura. Lo riporta il quotidiano La Repubblica.
L’ex deputato Pdl Antonio Angelucci, editore, fondatore della Tosinvest (proprietaria tra l’altro delle testate giornalistiche Corriere dell’Umbria e Viterbo) e capostipite della famiglia titolare di 25 cliniche, tra le quali Villa Buon Respiro a Viterbo, sarebbe indagato insieme ai figli Giampaolo, Alessandro e Andrea per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla commissione di reati tributari.
L’inchiesta è stata aperta dalla procura di Roma. Titolari del fascicolo, i pm Ielo e Palazzi che, secondo il quotidiano, ipotizzano l’omissione delle dichiarazioni sulle imposte, fatture per operazioni inesistenti e appropriazione indebita.
Tra gli indagati ci sarebbero anche personaggi vicini alla famiglia Angelucci, come il consulente del gruppo Tosinvest Arnaldo Rossi, l’amministratore unico della Roma Global Service Sergio De Benedetti, il presidente del cda della società San Raffaele Carlo Trivelli e poi i membri del cda della ThSa Ernesto Monti, Louisella Antonia Moreschi e Jean Marie Verlaine.
Stando a quanto riporta Repubblica, gli investigatori hanno fatto visita in mattinata alle sedi della società Roma Global Service e San Raffaele. In mano avevano un decreto di perquisizione firmato dai magistrati. Nell’atto gli inquirenti scriverebbero di aver accertato l’omissione di imposte dirette e indirette, tra il 2009 e il 2013 della Th Sa, società residente in Lussemburgo, ma di fatto operante in Italia. Si parlerebbe anche di elementi passivi fittizi per gli anni 2007 e 2009 nelle denunce dei redditi di Roma Global Service, per 5,6 milioni e 11 milioni di euro. Quanto al 2008, i pm avrebbero scovato 733mila euro di fatture per operazioni inesistenti.
Setacciate anche le denunce dei redditi del San Raffaele. Per il 2010, secondo Repubblica, i magistrati contesterebbero elementi passivi fittizi per 6,2 milioni di euro, con fatture per operazioni inesistenti emesse da Roma Global Service nel 2007.
Da quanto si legge sul quotidiano di Roma, per gli inquirenti gli Angelucci sarebbero stati i “capi e gli organizzatori dell’associazione per delinquere”. “Un sodalizio criminale – sarebbe scritto nel decreto di perquisizione – nel quale i membri della famiglia Angelucci esprimono una posizione apicale”.

