Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 22 giugno è partita – con la presenza di numerosi sostenitori italiani tra i quali gli stessi organizzatori di Operazione Colomba – la Marcia Internazionale per la Pace in Albania Bajram Curri – Tirana.
L’iniziativa è finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica locale e internazionale sulla pratica della “gjakmarrja” (vendetta di sangue) che equivale ad una catena di vendette trasversali tra le famiglie che può durare decenni e non risparmia i bambini.
Un fenomeno – presente nel nord del paese – estremamente lesivo dei Diritti Fondamentali degli esseri umani, a partire dal più importante, quello alla vita. Tale pratica mina, inoltre, l’unità, la stabilità e il futuro di tutta l’Albania.
Il suo superamento può avvenire solo attraverso la promozione di una cultura di Pace e nonviolenza che favorisca sia percorsi di riconciliazione tra le famiglie in vendetta, sia percorsi di riconciliazione collettiva.
Per fare questo è indispensabile la mobilitazione della società civile nazionale (in primo luogo) ed internazionale. Crediamo che queste iniziative siano essenziali per realizzare quella cooperazione solidale che previene i fenomeni di emigrazione forzata e realizzano quella mondialità dei diritti che non può essere circoscritta da frontiere o valutazioni economiche.
Ricordando la petizione, come attori – tra gli altri – della società civile internazionale, invitiamo sostenere la creazione in Albania di un movimento popolare che promuova la cultura della vita, del rispetto dell’altro e della riconciliazione (pajtimi) e che sensibilizzi le Istituzioni locali affinché garantiscano il rispetto e la promulgazione delle norme tese a contrastare il fenomeno delle “vendette di sangue” e a promuovere la prassi della risoluzione nonviolenta dei conflitti e della riconciliazione. Una prassi che può e deve essere promossa dalle istituzioni e dai cittadini, anche in Italia e a livello internazionale nelle aree a rischio di conflitto.
Aucs onlus
