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“Basta con il piano regolatore del 1979…”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mai alcun principio ci vide più d’accordo di “niente colate di cemento nelle zone agricole”. Ci viene spontaneo chiederci, però, come fino ad oggi il cemento si sia collocato in dette zone, se per diluvio dal cielo o se per autorizzazioni, spesso singole, succedutesi nel corso degli anni passati.

Tanto da far lievitare il numero degli abitanti in zona agricola a circa quindicimila. Se la scelta dell’amministrazione, anzi, per dare a Cesare quel che è di Cesare, dell’assessore Ricci, di non espandere ma recuperare e trasformare opere già esistenti è una linea che condividiamo a pieno, crediamo tuttavia che altre scelte – già fatte – ne contraddicano lo spirito e potrebbero addirittura inficiarne il risultato.

Primo errore: qualunque decisione presa utilizzando come riferimento i “parametri del piano regolatore del 1979” non può che risultare fallimentare.

Un piano che risale a circa 35 anni fa non solo è superato ma ampiamente esaurito: bisogna ripensare quei parametri e mettere in cantiere la redazione di un nuovo piano strategico, senza ulteriormente rimandare, redigere un progetto di recupero dei luoghi e dei centri storici, che includa gli ex comuni ed abbia come priorità la vivibilità e la fruibilità degli spazi.

Secondo errore: la legge – giustamente – prevede che i sindaci non possano superare i dieci anni consecutivi di mandato, onde evitare che incrostazioni abitudinarie possano penalizzare l’interesse pubblico.

Riteniamo che però detto principio debba riguardare anche i dirigenti comunali che, seppur competenti ed integerrimi, non possono gestire lo stesso settore per ventenni od oltre, specie in settori delicatissimi. La recente rotazione dei dirigenti ha visto rimanere invariate le posizioni del settore urbanistica e lavori pubblici, ambiti strategici per la pianificazione dell’assetto della città, e anzi: il 27 Marzo scorso il Consiglio, con solo il nostro voto contrario, ha addirittura ampliato le competenze e l’influenza della struttura tecnica.

E per un’amministrazione e un assessore che dichiarano l’intenzione di dare risposte in termini di trasparenza e cambiamento alla cittadinanza, parlare di rispetto di parametri del 1979 ed alimentare lo status quo non sono certo i migliori biglietti da visita.

Chiara Frontini
Consigliere comunale Viterbo 2020


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