Viterbo – “Sessanta episodi di violenza di nazisti e fascisti contro la popolazione civile della provincia di Viterbo. Tra il settembre del 1943 e il giugno del ’44. Tutti censiti in un documento del 1944 redatto dai ‘Carabinieri Reali del Lazio-Compagnia di Viterbo’ dove si riportano nomi, cognomi, anno di nascita e professione delle vittime degli episodi di violenza, così come data, descrizione del fatto e comune dove si è verificato: Capranica, Monteromano, Carbognano, Canepina, Vejano, Blera, Vignanello, Viterbo, Calcata, Nepi, Bomarzo, Civitacastellana, Grotte Santo Stefano, Caprarola, Corchiano, Orte”.
È soltanto uno dei contenuti della nuova ricerca di Daniele Camilli e Roberta de Vito – “Concentrare, sterminare. Essere è ricordare” – che verrà pubblicata a fine giugno dalla Intermedia edizioni e presentata al Festival Caffeina cultura.
“Un documento prezioso – spiegano Camilli e de Vito – che raccoglie dettagliatamente e in un unico testo tutti gli episodi di violenza che hanno accompagnato l’occupazione nazista e fascista nella Tuscia.
Tre i contesti che prendiamo in considerazione pubblicando i documenti d’archivio che li riguardano – proseguono Camilli e de Vito – aspetti che hanno caratterizzato gli anni di guerra in provincia di Viterbo, tra il 1942 e il 1944: il campo di concentramento per prigionieri di guerra di Vetralla, la deportazione degli ebrei viterbesi e le violenze di nazisti e fascisti contro la popolazione civile. Contemporaneamente i nomi delle vittime e quelli dei carnefici che hanno concentrato, deportato e ucciso rendendosi complici di stragi, persecuzioni e sterminio. A conclusione del testo, una riflessione sul ‘Portico d’Ottavia’ a Roma come luogo della memoria dove ‘Essere è ricordare’. L’inconscio della Capitale e non solo”.
“Verso le ore 10,30 del 29 ottobre 1943 – si legge in un documento riguardante uno degli episodi di violenza riportati nel libro e accaduto nel comune di Blera – in località Piano Gagliardo del comune di Bieda venne ucciso il carabiniere ausiliario Della Malva Pietro ed altri sei civili ivi rifugiatisi per sfuggire alla cattura da parte di soldati tedeschi che il giorno precedente ed in quello stesso avevano rastrellato Bieda e le sue campagne. I medesimi furono uccisi a colpi di pistola a mitraglia e bombe a mano”.
“Alle ore 0,15 dell’8 giugno 1944 – si parla in tal caso di Caprarola – i giovani Tossini Giuseppe di Domenico studente liceale e Argurio Eugenio, commerciante, nei pressi di Piazza Ercole Bernabei (S. Marco) di Caprarola, vennero arrestati da una pattuglia di soldati tedeschi, poiché trovati in possesso il primo di una rivoltella ed il secondo di una bomba. Dopo sommario interrogatorio furono legati con una fune e guardati a vista da una decina di soldati tedeschi nelle vicinanze del luogo ove avvenne l’arresto. Verso le ore 4,25 dello stesso giorno 8/6/944 i giovani Tossini Giuseppe ed Argurio furono fucilati nella piazza suddetta e siccome non morirono subito i tedeschi gli spararono sulla testa alcuni colpi di pistola automatica”.
“Il 2 marzo 1944 – si riporta infine in un documento riguardante il territorio di Corchiano – il partigiano Maffucci Luciano trovandosi in Corchiano perché apparteneva alla banda locale di quei partigiani, in contrada Caprareccia veniva fermato da una pattuglia di militari tedeschi di stanza a Civitacastellana, chiedendogli i documenti personali. Il Maffucci allora anziché esibire quanto richiesto dai tedeschi estratta la rivoltella ne feriva due. Al che i tedeschi rispondevano col fuoco uccidendolo all’istante”.

