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La difesa di Pintore: “Non è scappato e non si è nascosto”

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Carabinieri

Una pattuglia dei carabinieri

Tarquinia – (s.m.) – Tornerà presto a casa Lorenzo Pintore.

Il 67enne di Sassari, arrestato per omicidio colposo e omissione di soccorso, ha ottenuto gli arresti domiciliari dal gip di Civitavecchia Lorenzo Ferri.

Sarebbe stato lo stesso pm Zavatto a chiedere l’alleggerimento della misura per l’imprenditore, residente a Roma e domiciliato a Tarquinia.

L’udienza di convalida si è svolta ieri pomeriggio all’ospedale di Civitavecchia, dove Pintore è ricoverato con quattro costole fratturate. Lesioni che si è procurato dopo l’incidente di sabato mattina, a Tarquinia Lido. Nello schianto sulla strada Madrione delle Saline è morto Riccardo Casafina, romano di 84 anni, che sedeva sul sedile del passeggero accanto a Pintore quando la macchina si è ribaltata ed è finita a cunetta.

Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, Pintore non era più lì. Lo hanno rintracciato nel giro di un’ora, nella sua villa in località San Giorgio, a Tarquinia. L’arresto per omicidio colposo e omissione di soccorso è stato convalidato ieri. Ma per la difesa di Pintore, le cose sono andate in un altro modo.

Al gip Ferri, l’arrestato avrebbe detto di conoscere Casafina da cinquant’anni: per lui era come un padre. Non lo avrebbe mai lasciato solo, morente in quella macchina. E infatti, ha detto al giudice di non averlo fatto: la difesa del 67enne sostiene che Pintore non sia scappato, ma abbia aspettato l’arrivo dei soccorsi sul posto, per poi accompagnare l’amico in ospedale. Infine è andato a casa. Sarebbe stata la compagna, a detta del suo avvocato, a chiamare i carabinieri per avvisarli che potevano trovare Pintore nella sua villa. Ed è lì che sono andati.

Il legale dell’imprenditore definisce “favole” i racconti di alcuni testimoni ai carabinieri. Gente cui Pintore avrebbe detto di non chiamare le forze dell’ordine perché aveva problemi con la giustizia e di aiutarlo solo a spostare la macchina. Niente meno che frottole, secondo la difesa, così come i precedenti dell’imprenditore: secondo l’avvocato, Pintore è stato assolto dal reato di associazione di stampo mafioso, relativo a un arresto negli anni Novanta per presunti contatti con un clan camorristico. Quanto all’Anonima sarda, il 67enne non saprebbe neppure cosa sia: è nato a Sassari, ma ha sempre vissuto a Roma, e al suo attuale difensore non risulta alcun suo coinvolgimento in sequestri di persona.

Fino a ieri era in prognosi riservata, ma le dimissioni dall’ospedale non sarebbero lontane. Appena uscito, andrà a casa, agli arresti domiciliari. 


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