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Il Dopofestival fa il pieno con Cruciani e Nicoletti

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Il trio Galeotti, Cruciani e Nicoletti

Il trio Galeotti, Cruciani e Nicoletti 

Il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti 

Giuseppe Cruciani

Giuseppe Cruciani 

Antonello Ricci

Antonello Ricci 

Gianluca Nicoletti

Gianluca Nicoletti 

Il dopofestival con Cruciani e Nicoletti

Il dopofestival con Cruciani e Nicoletti 

Giuseppe Cruciani, Carlo Galeotti, Gianluca Nicoletti

Giuseppe Cruciani, Carlo Galeotti, Gianluca Nicoletti 

Viterbo – Metti su un palco due senza peli sulla lingua. Dai loro un microfono. Falli parlare del loro lavoro, la radio, e vedrai che una piazza (piazza del Comune) si riempie nel giro di 30 secondi pure se oggi è già domani, ovvero la mezzanotte è passata da un pezzo. È bello, quand’è così, quando le cose vengono da sé, senza che nessuno abbia avuto la possibilità di organizzarle (pur avendoci provato). A dimostrazione del fatto che le cose che succedono all’improvviso si rivelano sempre le più cool, parliamo della serata del dopofestival di ieri, sabato 28 giugno. Dopofestival curato da Tusciaweb, dal suo direttore Carlo Galeotti e con Antonello Ricci che racconterà la Favola di mezzanotte.

Giuseppe Cruciani, dopo il suo intervento a Caffeina in Cattivissimo me, ha deciso all’ultimo secondo: vado al dopo festival. Gianluca Nicoletti pure ha detto di sì all’ultimo momento, e, dopo la sua Rappresentazione infame, è partito da piazza del Fosso, sgomitando tra il fiume di gente per raggiungere la location dell’ammazzacaffè. (Solo vagamente si è preoccupato: di cosa parliamo al dopofestival? Di qualunque cosa. Ok).

Si sono trovati insieme sul palco dell’arena Slow Food e hanno iniziato a parlare di radio. Di dire ciò che si pensa. Del non avere scrupoli. Della giovinezza. Di giornalismo. Della Bonino e del codino “sbiancato” di Pannella. Di Casaleggio, della sua testa, del suo cappellino. «Per via dell’operazione – ha commentato Cruciani che ha incalzato Nicoletti – Mica ci si può fissare solo con i capelli della gente». Ma su questo Nicoletti non transige: «Quando uno ha i capelli bianchi, i capelli vanno tagliati. Stop». E si va avanti così per un bel po’. E il pubblico se la ride. Poi si parla dei periodi di Picasso. Di internet. Degli anni ’90, decennio in cui le mail stavano cominciando a sostituire le lettere. Della passione che muove il mondo. Di chi è scomodo e di dove andremo a finire.

Tutti ci si diverte. Dai protagonisti al pubblico, organizzatori inclusi.

Insomma, il dopo festival è una sorpresa continua. Vale la pena farci un salto e vedere l’effetto che fa. Il bello è che cambia ogni giorno. E fino alla fine non si sa chi ci sarà. Un po’ come quando peschi il cioccolatino dalla scatola e fino all’ultimo non sai se è nero, bianco, gianduia, ripieno. Lo scopri solo quando lo hai scartato.

Stasera sono stati invitati: il filosofo Ermanno Bencivenga, Piero Pelù, la fumettista Luca Ralli, l’artista di strada Dario Rossi, che con le sue “percussioni anomale” ha bloccato il centro.


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