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Piccoli tesori della Tuscia tornano alla luce

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La Madonna dei pesci

La Madonna dei pesci

La Madonna dei pesci

La Madonna dei pesci

La Madonna dei pesci

La Madonna dei pesci

La Madonna dei pesci - Lucio Matteucci

La Madonna dei pesci – Lucio Matteucci

Lucio Matteucci

Lucio Matteucci

Lucio Matteucci insieme ad un volontario

Lucio Matteucci insieme ad un volontario

Il fontanile vicino strada Campolungo

Il fontanile vicino strada Campolungo

Il fontanile vicino strada Campolungo

Il fontanile vicino strada Campolungo

Viterbo – Piccoli tesori della Tuscia completamente dimenticati. Nascosti dai rovi e lontano dalla memoria.

Ma oggi pomeriggio alcuni di quei tesori sono stati riportati alla luce con un’iniziativa di Viterbo civica e Lucio Matteucci che, insieme a un gruppo di volontari, ha ripulito dai rovi alcuni fontanili (fotoracconto).

La giornata di pulizia è stata divisa in tre tappe: strada Filante, strada Campolungo e strada Napolino.

“Su Strada Filante – spiega Matteucci – c’è un arco con una Madonnina risalente al 1700. Davanti c’era un fontanile dove i contadini mettevano i pesci pescati e per questo la chiamavano Madonna dei pesci”.

E’ stata tagliata l’erba intorno per scoprire l’arcata che però è parzialmente crollata nel tempo.

Successivamente sarà dotata anche di cartello con il nome perché se ne era totalmente persa la memoria.

Dopo la stazione di San Martino c’è strada Campolungo. Lì, a circa duecento metri da un borgo con un caratteristico sali e tabacchi, è stata ripulita la fontana di Fonte tuccio.

Dopo una ventina di metri di ingresso tutto completamente ricoperto di rovi c’è il fontanile. L’ultima volta che è stato ripulito è stato all’incirca nel 2006.

“Tutto questo – spiega Matteucci – è venuto fuori la settimana scorsa grazie ad Angelo Onofri, un 70enne innamorato di queste cose”.

Infine c’è il lavatoio di strada Napolino, anch’esso ripulito dalle foglie che lo ricoprivano.

“Sempre grazie al signor Onofri e alla memoria di un signore di 90 anni – racconta Matteucci -, abbiamo scoperto un fontanile lungo la strada Teverina che dagli anni 70 è completamente dimenticato. Si trova davanti alla Madonna della Spiga. Per arrivare e vederlo abbiamo tagliato circa 50 metri di rovi. Sarà la nostra prossima tappa”.

Ma c’è un altro progetto in cantiere per  non dimenticare i piccoli tesori del Viterbese.

“Abbiamo intenzione di fare un libro dove saranno catalogati tutti questi siti completamente dimenticati – anticipa Matteucci -. Ce ne sono tantissimi. E in più, con il poeta Antonello Ricci, appena finiti i lavori sulla strada Filante, organizzeremo un giro di mountain bike notturno illuminato con le fiaccole in collaborazione con gli amici di Archeotuscia. E di notte Antonello Ricci racconterà le sue caratteristiche storie”.


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