Tarquinia – Sono stati ascoltati i feriti del tragico incidente di venerdì sull’Aurelia (fotocronaca).
Ieri mattina, i carabinieri hanno raccolto il grosso delle testimonianze sullo scontro frontale in cui è morto Nicolae Timofte, 20enne romeno da anni residente a Tarquinia.
Il ragazzo viaggiava col padre e il cognato quando, venerdì pomeriggio, la sua Cinquecento si sarebbe scontrata prima con una Nissan Micra, poi con una Fiat Punto.
Il bilancio è di un morto e sei feriti. Nicolae si è spento subito, tra i rottami delle auto sventrate. Il cognato lotta tuttora tra la vita e la morte all’ospedale San Paolo di Civitavecchia, mentre il padre del ragazzo è ancora grave, ma non in pericolo di vita. Sia lui che tre passeggeri della Punto sono stati sentiti dal luogotenente Stefano Girelli e dai suoi uomini. Impossibile ascoltare il cognato di Timofte e il quarto uomo che viaggiava sulla Punto, l’unico attualmente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma.
Testimonianze difficili. A tratti discordanti. Ricordi confusi di uno schianto avvenuto in pochi secondi. I passeggeri della Micra avrebbero detto di essersi visti venire addosso la Cinquecento dalla parte opposta. Eppure sembrerebbe che le due auto viaggiassero entrambe in direzione Civitavecchia, l’una dietro l’altra, mentre la Punto era nell’altra corsia.
Non basteranno quei racconti a chiarire precisamente la dinamica di uno scontro tanto violento e tragico, al chilometro 87 dell’Aurelia. Sempre ieri, oltre all’autopsia eseguita dalla dottoressa Maria Rosaria Aromatario, il pm Paolo Calabria ha affidato l’incarico a un ingegnere, per ricostruire le cause del frontale. La verità sull’incidente sarà in quella perizia.
I funerali di Nicolae, intanto, non sarebbero ancora stati fissati. Cordoglio dei compagni di classe dell’Orioli che, ieri, hanno svolto la terza prova senza di lui. Inevitabile un pensiero al loro amico su Facebook: “Oggi mancavi solo tu”.


