Viterbo – (e.c.) – “I dati sono lì. Sono duri e drammatici. La crisi ha colpito duramente l’Italia e così anche la nostra provincia”.
Le parole del presidente della Camera di commercio di Viterbo , Ferindo Palombella, in occasione della 12esima Giornata dell’economia non lasciano adito a dubbi. Il periodo, nonostante qualche nota positiva, non è ancora buono.
“Basta con la corruzione – continua Palombella – basta con l’abuso privato delle risorse pubbliche. La ripresa economica per essere autentica deve anche essere l’espressione morale di un popolo. E bisogna dare l’esempio”.
In Italia nel 2013 è stata registrata una flessione del Pil pari a -1,9%, flessione minore rispetto a quella del 2012 pari a -2,4%.
“Nel 2013 la provincia di Viterbo, nonostante abbia risentito della crisi economica nazionale – spiega il segretario generale della Camera di commercio, Francesco Monzillo – ha una tenuta maggiore del sistema economico locale e come città abbiamo ottenuto un segno positivo di +0,1%. Nonostante questo il fardello del mercato del lavoro è ancora troppo marcato”.
Il mercato del lavoro dal 2011 si è molto ridimensionato, con un numero di occupati sceso di 4mila unità, passando così da 116,9 mila a 112,8 mila.
Tra il 2009 e il 2013 il tasso di occupazione scende dal 54,2% al 52,8%. Sale invece il tasso di disoccupazione dall’11,7% al 15,6%.
A livello nazionale, nello stesso quinquennio, l’occupazione scende dal 57,5% al 55,6%, mentre il tasso di disoccupazione passa dal 7,8% al 12,2%. Con i giovani e le donne fortemente penalizzati.
“Sono dati tragici, anche difficili da commentare” afferma Monzillo.
A Viterbo l’occupazione maschile è pari al 61,2% mentre quella femminile è del 44,4%. Differenze più contenute sul tasso di disoccupazione che è del 14,3% quella maschile e del 17,4 quella femminile.
Nel quinquennio 2009-2013 risulta in calo il peso dei settori produttivi come quello dell’agricoltura e del manifatturiero, e in salita quello dei servizi, come come il commercio, il turismo e il terziario in genere.
“C’è un incremento dei servizi di alloggio e ristorazione – spiega la docente in Statistica dell’Università degli Studi della Tuscia -. Rispetto all’agricoltura, che si concentra di più tra comuni limitrofi, è più diffusa sul territorio. Ci sono Bolsena, Capodimonte, Calcata, Orte, Gradoli e altri. Il modello di sviluppo di Viterbo sta subendo un evoluzione del sistema economico, si sta allineando a quello regionale”.
Ma il settore più rappresentativo delle imprese registrate nel viterbese resta comunque quello dell’agricoltura, con 11,8mila imprese attive. Seguono il commercio con 7,8mila e le costruzioni con 4,9mila.
“Nonostante ciò, sono confortato da quei dati che ci confermano una lenta e costante evoluzione economica di questo territorio – afferma Palombella -. Dietro questi cambiamenti c’è la tenacia, l’orgoglio e la dignità di migliaia di donne e uomini della Tuscia. Artigiani, commercianti, agricoltori, industriali, professionisti in questi anni sono stati costretti dagli eventi a imparare a sopravvivere agli annunci e alle promesse, alla stretta sul credito e alle nuove tasse”.
C’è ancora tanto da fare e Palombella non manca di sottolineare la priorità di certe opere incompiute.
“Mi rivolgo soprattutto ai consiglieri regionali – afferma -. Assicuriamo che almeno entro la vostra legislatura si possa realizzare il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia”.
Qualche dato positivo la Tuscia lo ha ottenuto sul commercio estero che, escluso il 2009, ha visto le esportazioni raggiungere un andamento nel complesso positivo, con incrementi del 17,8% nel 2010, del 19,8% nel 2012 e del 5,1% nel 2103.
In flessione solo il 2011 con -6,5%.
Positiva, nell’ultimo anno, anche l’importazione che segna un +10,8% e che sembra confermare una certa internazionalizzazione delle imprese. E per velocizzare ancora di più questo processo bisognerebbe puntare di più sulla rete di imprese.
“Dobbiamo puntare sulla rete di imprese se vogliamo internazionalizzare – afferma il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini -. Le imprese che si sono fatte concorrenza fino a un mese fa poi hanno fatto rete perché hanno capito che da soli non si può affrontare il mercato estero”.
Secondo Michelini bisogna leggere ciò che c’è di positivo in questi numeri, seguire nei dati anche l’evoluzione della società.
“Questo tipo di lettura economica non può appoggiarsi solamente al dato Istat. I dati sono quelli dell’Inps, delle camere di commercio, questi sono i dati veri. Altrimenti rischiamo di dare dati non utili”.
Presenti alla giornata, tra gli altri, il vice sindaco Luisa Ciambella, i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Riccardo Valentini, il rettore dell’Università della Tuscia Alessandro Ruggieri. A presentare i lavori Ivana Pisciotta.









