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Gli ultimi istanti di una città

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Viterbo - Itinerario felliniano - Antonello Ricci

Antonello Ricci

Viterbo – Tutto pronto per la nuova “Passeggiata del Santo editore” che si svolgerà domenica 8 giugno alle 10 a Viterbo in piazza San Sisto, appena dentro porta Romana.

Davide Ghaleb e Banda del racconto presentano “1944 Viterbo Anno Zero – la città bombardata, la città liberata nelle voci e nei racconti dei testimoni” di e con Antonello Ricci e Pietro Benedetti.

La passeggiata/racconto è in occasione del 70esimo anniversario dei bombardamenti e della liberazione della città.

L’itinerario si snoderà per via Garibaldi, Fontana Grande, piazza del Comune, via Ascenzi e il Sacrario, via Marconi, via Matteotti, piazza della Rocca e San Francesco.

Come sempre il biglietto consiste nell’acquisto di un libro a scelta fra quelli del ricco catalogo di Ghaleb editore.


Emilio Lavagnino si trovava a Viterbo quel giorno per condurre in salvo dal pericolo bombardamenti alcune importanti opere pittoriche custodite nella cattedrale e in varie altre chiese della città dei papi. Ecco il suo racconto.


 

Io e Montenovi rimarremo alla Cattedrale per imballare il Girolamo da Cremona e l’Antoniazzo.

Alle 11.40 suona l’allarme, il terzo della giornata.

Montenovi è in chiesa ove, con l’aiuto di uno scaccino, sta sistemando nella gabbia portata da Roma il Girolamo da Cremona e l’Antoniazzo.

Io sono fuori, nella Loggia dei Papi.

Vedo arrivare da sud-ovest una decina di apparecchi.

Saranno a 1.500 metri d’altezza e si dirigono verso l’Acqua Bullicante dove c’è l’officina del gas e l’aeroporto.

Ma ecco che, sempre da sud-ovest, si vedono arrivare altissimi, in formazione, una trentina di apparecchi.

Sono dei bombardieri.

Dalla Loggia vedo stagliarsi dall’azzurro del Cimino il profilo di Viterbo.

Quando gli apparecchi arrivano all’altezza di Porta Romana, vedo chiaramente staccarsi dalle fusoliere dei dischetti che brillano argentei ai raggi del sole.

Un prete che è uscito dall’Archivio Vescovile fugge con le mani nei capelli gridando: – Bombardano, bombardano!

Infatti, trascorso meno di un minuto, si ode un rombo formidabile ed ho la sensazione di una scossa come se fossi sulla pelle tesa di un tamburo.

Una nuvola nera densissima s’alza e nasconde il profilo della città avanzando velocissima.

È una nuvola di polvere e calcinacci.

Ho la sensazione precisa che tutta la zona compresa tra Porta Fiorentina e Santa Rosa sia stata distrutta.

Mi arriva l’odore caratteristico della polvere da sparo e quella dei vecchi calcinacci.

Ora il polverone è così denso che devo respirare attraverso il fazzoletto.

Inutile guardare in alto per vedere se arriva una seconda ondata, la nuvola di polvere è così densa che sembra ci sia in aria un temporale.

Guardo l’orologio, sono le 12.10.

Emilio Lavagnino


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