Viterbo – Durante la Seconda guerra mondiale Viterbo è stata una delle città italiane più martoriate. In un filmato dell’archivio dell’Istituto Luce sono conservate le terribili immagini di alcuni dei bombardamenti di Viterbo, Montefiascone e Orte avvenuti nei giorni 5 e 6 giugno del 1944 (video).
Sono passati 70 anni precisi, da quei tragici giorni, ma la nostra città ne mostra ancora i segni indelebili. Testimonianza ancora viva, ormai simbolo, è l’ex carcere diroccato di Sallupara, già Stallone del Papa, e poi le numerose abitazioni moderne, alcune orrende come l’edifico costruito recentemente in Via Matteotti, inserite maldestramente in un tessuto architettonico medioevale e rinascimentale.
I primi bombardamenti aerei a Viterbo iniziarono nell’estate del 1943. A questi seguirono quelli dei mesi di gennaio e febbraio 1944, fino ad arrivare ai bombardamenti dei mesi di maggio e giugno 1944 documentati dalle rare immagini dell’Istituto Luce.
Per primo fu centrato l’aeroporto viterbese, erano le 14,10 del 29 luglio 1943, poi fu la volta della parte nord occidentale della città il 17 gennaio 1944 che riscontrò molti morti e il crollo, tra l’altro, di numerose case private, dell’autorimessa Garbini e della chiesa di san Francesco.
Una nuova incursione aerea ci fu nella stessa zona, dopo appena tre giorni, con altri morti e gravi danni per le abitazioni private, per il Consorzio Agrario, per l’asilo infantile de La Quercia e per buona parte della zona del Paradiso.
I bombardieri seminarono ancora la morte, poi, nei mesi di maggio e giugno del 1944. Undici chiese furono distrutte e fra le numerose vittime anche il parroco di San Sisto. Furono devastate le zone di porta Romana, di Porta Fiorentina e buona parte del resto della città. Fino al 7 giugno la città fu sorvolata di continuo da aerei bombardieri anglo americani che scaricavano bombe contro le colonne tedesche in ritirata.
Soltanto nel capoluogo viterbese furono completamente distrutte circa 600 case di abitazione civile e altre 1800 furono danneggiate. Furono distrutti, inoltre, uffici pubblici, chiese, caserme, ospedali, strade e gran parte del sistema fognario.
“Mura diroccate – ha scritto Franco Turchetti in “Meminisse Iuvabit” – pavimenti sospesi nel vuoto, quadri appesi nelle pareti squarciate delle case e residui di mobili che facevano mostra di se nell’apocalittico quadro della guerra che colpiva le citta e le popolazioni inermi che in esse vivevano. Ma le bombe non squarciarono soltanto le case, dilaniarono uomini donne e bambini seppellendoli sotto cumuli di macerie”.
I bombardamenti del 5 e 6 giugno 1944 riguardarono anche i paesi di Montefiascone, Orte e Soriano nel Cimino dove, soltanto in quest’ultima località, si ebbero 188 vittime, 250 case completamente distrutte e 300 seriamente danneggiate. Ricordare giova.
Silvio Cappelli
