Viterbo – Più dell’usura del tempo può far danno l’incuria e la sporcizia degli uomini.
Questo accade a Viterbo nella necropoli etrusca di Castel d’Asso.
Una discarica abusiva a cielo aperto sulla via principale che conduce al sito archeologico, proprio a poche centinaia di metri dall’ingresso di un importante centro di accoglienza turistica (fotogallery).
Lavandini, bidet, cessi, cassette dello sciacquone, carcasse di televisori, una carrozzina per bambini, tavole, casse, buste e bottiglie di plastica, un frogorifero, un divano rotto, vecchi copertoni, bottiglie e tanto altro materiale di scarto di varia consistenza. Tutto proprio sulla testa degli ignari turisti, inconsapevoli, che rischiano di vedersi cadere addosso uno di questi oggetti.
E questo è uno scandalo per una città che aspira ad essere un importante polo di attrazione turistica e culturale.
Una vergogna perché esistono ancora persone che non ci pensano due volte ad abbandonare i rifiuti in mezzo alla strada. Ma quello che più mi rattrista è l’assuefazione a questo massimo degrado di un’intera città che, insieme ai suoi amministratori, vive e convive in mezzo alla “monnezza”.
Silvio Cappelli





