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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con la delibera numero 193 del 9 giugno si prende in giro la città, la stragrande maggioranza del mondo della cultura viterbese e il consiglio comunale tutto.
Tale delibera prevede la stipula di una convenzione triennale tra il comune e la fondazione Caffeina cultura per l’organizzazione del festival e la concessione dei contributi da concordare annualmente in base alle disponibilità economiche dell’ente: una norma ad hoc che si avvale di una previsione del regolamento (articolo 3 comma 2, lettere b ed e) per cui non ricadono nella disciplina dello stesso regolamento – che quindi è inapplicabile sia nell’obbligatorietà di un bando di evidenza pubblica per la maggioranza dei fondi totali a disposizione, sia per tutte le altre norme previste – seguono una procedura autonoma, in quanto ogni singolo euro concesso sarà conseguente a un “accordo formalizzato”.
Premessa: noi non abbiamo mai girato il coltello nella piaga Caffeina – anzi, è la prima volta che ne parliamo – perché riteniamo sia davvero una grande risorsa per la città di Viterbo, che vada sfruttata a pieno e sostenuta. Sostenuta, però, con trasparenza ed a parità di condizioni con tutte le altre manifestazioni presenti in città, che hanno stessa dignità e stessi diritti.
Ora si esagera davvero, tirando fuori Caffeina da ogni procedura di garanzia, merito e trasparenza prevista con l’avviso pubblico. Legittimamente, dal punto di vista della norma. Molto meno legittimamente dal punto di vista dell’opportunità politica. Della serie: “fatta la legge, gabbato lo santo”, in pieno stile all’italiana.
Nello stilare il regolamento per la concessione dei contributi comunali alla Cultura, infatti, la commissione competente e tutto il consiglio si erano espressi con criteri piuttosto restrittivi proprio per arginare potenziali conflitti d’interesse e monopoli.
Non solo: molte associazioni culturali e di promozione della città si erano unite in un tavolo di concertazione inaugurando un nuovo metodo di produzione normativa nel nostro comune e di condivisione delle scelte tra il Comune e gli operatori.
E ora la giunta che fa? Butta tutto al macero, da una parte non onorando i contributi alle associazioni che hanno già speso per il Settembre dello scorso anno, dall’altra stipulando una convenzione con la fondazione Caffeina per fare in modo che il festival non ricada nella disciplina del regolamento, grazie ad una norma presente nel regolamento stesso.
Sono sinceramente dispiaciuta nel vedere che l’amministrazione, invece di fare rete con le associazioni, creare sinergie ed unire le forze, preferisca il vecchio e deleterio atteggiamento del divide et impera, alimentando le differenze di trattamento e il sentimento di ingiustizia che regna nel mondo culturale locale. Mi dispiace, tra l’altro, perché invece di far crescere Caffeina, di questo passo e con questi comportamenti, se ne favorirà il declino.
Chiara Frontini
Consigliera comunale Viterbo 2020
