Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono passati ormai tre mesi dall’istituzione del registro delle unioni civili. Mancava solo la parte burocratica, operativa, riguardante gli uffici, ma a oggi ancora siamo in alto mare.
Ieri mi chiama una mia amica che, telefonando per avere informazioni sul registro, dal centralino le hanno passato l’ufficio anagrafe. Qua non si sa molto, ancora si deve capire come o cosa fare, devono sentire altri comuni per come muoversi.
Il registro è stato istituito ma se non è operativo, come si fa? Nessuno se ne è più occupato ed è rimasta l’ennesima “grande opera” incompiuta tanto famigliare a noi italiani.
E’ possibile che non si arrivi mai alla fine di nulla è possibile che non si riesca a fare una cosa per bene: rimandi, ripensamenti, perché? Come si può dare la possibilità ai cittadini viterbesi di iscriversi visto che già 180 comuni in tutta Italia hanno già questo strumento?
Penso che punti di riferimenti ce ne siano sul territorio. Già io, da comune mortale, ho avuto avvincenti comunicazioni telefoniche con il comune di Milano riguardo a come poter redigere un buon regolamento.
Ma intanto il tempo passa e i cittadini non hanno informazioni, sembra quasi che questo registro debba essere dimenticato così né carne né pesce in un oscuro ufficio della nostra città. Metto, come sempre, a disposizione me e la mia associazione, insieme a quella di Solidarietà cittadina per qualsiasi forma di aiuto, in modo da rendere operativo questo registro.
Emanuela Dei – Arci cultura lesbica
Franco Marinelli – Solidarietà cittadina

