Viterbo – Sarà non solo un evento ma anche una serata calda, quella del 29 giugno a piazza San Lorenzo. Piero Pelù prenderà spunto dal libro autobiografico Identikit di un ribelle per raccontare e raccontarsi con parole e musica a Caffeina.
L’appuntamento è alle 21 salvo ci sia la partita della nazionale. In questo caso verrà anticipato alle 20,30.
La serata, appunto, prenderà spunto dall’autobiografia pubblicata da Rizzoli col titolo Identikit di un ribelle e si svilupperà con un dialogo con Francesca Barra. Non mancherà qualche canzone.
La performance della la rock star fiorentina potrebbe essere piuttosto calda non solo per la musica ma anche per le possibili esternazioni provocatorie. Nell’ultimo mese il cantante non le ha mandate a dire al premier Renzi. Come dire, sempre controcorrente.
Pelù ha attaccato il premier Matteo Renzi dal palco del concertone del Primo maggio, in piazza San Giovanni a Roma. Prima di cantare una versione rock del Pescatore di Fabrizio De Andrè, si è rivolto a Renzi definendolo “il non eletto, ovverossia il boy scout di Licio Gelli“. Il “maestro venerabile” della loggia massonica segreta P2. “Deve capire – ha detto Pelù – che in Italia c’è un grande nemico ed è un nemico interno. E’ la corruzione, la disoccupazione, il voto di scambio, la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra. La nostra è una guerra interna, il nemico è dentro di noi, forse siamo noi stessi”. E sul bonus di 80 euro: “Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro”.
Ma non basta. Pelù è tornato su Renzi dopo che era stato accusato di averlo attaccato poiché sarebbe stato rimosso dalla direzione dell’Estate Fiorentina.
E anche questa volta non c’è andato leggero: “Matteo Renzi è un bugiardo e mente in maniera spudorata sapendo di mentire nei miei confronti”, ha scritto su Facebook.
“Ho seguito – ha spiegato il cantante – alcuni tg e in tutti, ripeto in tutti è stata ripetuta la menzogna consumata che ‘Pelù ce l’ha con Renzi perché non gli ha più fatto fare l’estate fiorentina’. Evidentemente la disinformazia del boy scout di Gelli si è scatenata”. Pelù ha ricordato di essere stato lui a creare “FI.ESTA (FIrenze. ESTAte) nel 2007 con la vecchia amministrazione Domenici. “Dopo 10 mesi di superlavoro – ha sottolineato il cantautore – ho lasciato quell’incarico di mia spontanea iniziativa perché non mi piacevano i giochi sporchi che si facevano con il denaro pubblico”.
Come dire si prepara una bella seratina. Renzi stai sereno…


