Viterbo – In treno da Viterbo a Roma in un’ora o poco più.
Un sogno visto lo stato dei collegamenti, ma il sindaco Leonardo Michelini spera lo stesso che almeno tre corse possano arrivare nella capitale non negli attuali tempi biblici.
Lo ha anticipato in consiglio comunale, rispondendo a una raccomandazione della consigliera Pd Augusta Boco, per chiedere di tenere sempre alzate le sbarre del passaggio a livello a porta Fiorentina.
“Sto lavorando – spiega Michelini – perché Ferrovie garantiscano almeno tre corse, una linea veloce per Roma, che arrivi in un’ora e dieci minuti al massimo, piuttosto che un’ora e quaranta minuti”.
Mentre sul passaggio a livello: “Spero di poter dare una risposta – continua Michelini – interrompere il traffico ferroviario, facendo partire da Porta Fiorentina i treni per Orte e da Porta Romana quelli per Roma, aiuterebbe a snellire il traffico a piazzale Gramsci.
Per collegare le due stazioni si possono utilizzare pure i mezzi di Francigena. Anche in questo caso, dobbiamo valutare la fattibilità con Ferrovie”.
Sarebbe un ritorno al passato, visto che con Gabbianelli sindaco, le sbarre rimasero alzate per anni.
In consiglio ancora l’ordinanza anti alcol. Il fronte trasversale dei “giovani” consiglieri di maggioranza e opposizione chiede di rivedere le limitazioni. Da Troncarelli (Pd) a Sberna (FI), con in mezzo Scorsi (Pd) che fa un distinguo: non è un provvedimento più restrittivo rispetto agli anni passati, semmai è identico.
Il primo cittadino raccoglie i suggerimenti, si dice disposto a discutere, ma difende nella sostanza l’ordinanza.
“Si tratta di scelte che non prende il sindaco da solo – precisa Michelini – nel comitato di sicurezza ci sono autorità dal prefetto al questore.
Sono state escluse le frazioni e inserito il limite oltre le 22 dell’uso di contenitori in vetro. Non è che non si può più bere, fino a mezzanotte l’asporto non è consentito in bottiglie.
E’ un discorso d’educazione ambientale e dovuto al fatto che complice l’alcol, si possono compiere gesti anche pericolosi”.
Il consiglio comunale è iniziato con il primo cittadino che ha ricordato i settant’anni dai bombardamenti a Viterbo il 5 e 6 giugno 1944 e Francesco Serra (Pd), che ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare due vittime sul lavoro, Massimiliano Fiorini e Cristina Carifo.
