Tarquinia – Dopo l’incidente mortale, il fermo per omicidio colposo e omissione di soccorso.
I carabinieri di Tarquinia hanno bloccato Lorenzo Pintore, 67enne di Sassari, pluripregiudicato, con l’accusa di aver abbandonato Riccardo Casafina, l’84enne che viaggiava con lui nella macchina che ha cappottato a Tarquinia lido.
Casafina è morto dopo il trasporto in ospedale. In pronto soccorso hanno fatto di tutto per rianimarlo, ma le ferite riportate nell’incidente erano troppo gravi.
L’utilitaria sulla quale viaggiavano Pintore e Casafina ha cappottato ieri mattina alle 11. Pintore guidava, mentre l’amico anziano era seduto accanto a lui, sul sedile anteriore. Lo schianto è avvenuto in strada Mandrione delle Saline, la scorciatoia per raggiungere San Giorgio e la Litoranea dalle Saline. Una striscia d’asfalto interpoderale e dissestata. E forse potrebbe essere stato proprio il tentativo di evitare una buca a far sbandare, ribaltare e finire a cunetta la macchina.
Casafina non è morto sul colpo. I sanitari hanno valutato che le sue condizioni erano troppo gravi per tentare un trasporto d’urgenza in elicottero al Gemelli. Così è stato portato al pronto soccorso di Tarquinia, dov’è deceduto.
Oltre al personale del 118, sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco e i carabinieri. Ma di Pintore, nessuna traccia.
I militari di Tarquinia, capitanati dal luogotenente Stefano Girelli, sono arrivati a lui solo grazie alle testimonianze dei passanti. Pintore gli avrebbe detto di non chiamare nessuno, né polizia, né carabinieri perché aveva problemi con la giustizia e guidava senza patente. Alla fine, si è fatto venire a prendere dalla compagna ed è sparito, convinto di farla franca, perché a Tarquinia lo conoscono solo le forze dell’ordine e la macchina che guidava non era intestata a lui. Ma dalla descrizione dei testimoni, i militari hanno capito subito di chi si trattava. Nel giro di un’ora, lo hanno individuato e arrestato, dopo averlo rintracciato nella sua grande villa a San Giorgio. Ora attende in carcere la convalida dell’arresto.
Pintore è residente a Roma e domiciliato a Tarquinia. In passato era stato sottoposto a sorveglianza speciale. Negli anni Novanta era finito in manette per i suoi contatti con il clan camorristico che controllava i quartieri spagnoli a Napoli. Un decennio prima della camorra, l’Anonima sarda: lo arrestano negli anni Ottanta per il sequestro di un imprenditore del Nord Italia.
Ma i suoi trascorsi criminali sono anche molto recenti. Nel 2012, la finanza gli ha confiscato beni per 18 milioni di euro dislocati tra Roma e il Viterbese: 23 immobili, cinque autovetture, due società commerciali e quote societarie di aziende del settore edilizio e immobiliare. Nella nota delle fiamme gialle si legge che “in oltre quarant’anni di carriera criminale ha accumulato precedenti per associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, violazione delle norme in materia di armi, furto, falso, rissa, sequestro di persona a scopo di estorsione e truffa”. Ora, anche omicidio colposo e omissione di soccorso.
Stefania Moretti

