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“Se vanno avanti così, distruggeranno la città”

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Giulio Marini

Giulio Marini 

Viterbo – “Se vanno avanti così, distruggeranno la città”.

Giulio Marini, entrato di recente a far parte della direzione nazionale dei Club Forza Silvio, attacca l’amministrazione Michelini colpevole di aver fatto promesse elettorali senza poi mantenerle.

Un anno di nulla in cui, per Marini, non è stato fatto niente per la città se non distruggerla. Per adesso, lui pensa al partito e a ricostruirlo. Venerdì 20 giugno è in programma un convegno sulla cultura. Un primo segnale per ripartire dal territorio e riunire gli elettori sotto la bandiera di Forza Italia.

“Venerdì 20 giugno – dice Marini – abbiamo organizzato un convengo alla sala regia dal titolo “Rinascimento culturale tra pubblico e privato” a cui parteciperà il responsabile nazionale dei club di Forza Italia, Edoardo Sylos Labini, marito della figlia di Paolo Berlusconi, il responsabile della cultura del club di Viterbo Paolo Manganiello e poi Filippo Rossi che ho invitato perché parli della sua esperienza culturale a Viterbo”.

Lo scopo è quello di ripartire dal territorio. “Sulla scia del messaggio di Silvio Berlusconi, vogliamo riavvicinare i cittadini al partito e ricominciare dal basso. Le elezioni saranno tra quattro anni e, in questo modo, avremo tutto il tempo per selezionare una nuova classe dirigente e far emergere nuovi volti. Vogliamo ritrovare lo stimolo del ’94 che ha portato tanti italiani ad abbracciare la bandiera di Forza Italia. Dobbiamo ritrovare quell’entusiasmo che motivava un intero paese”.

Marini riparte dalla cultura per farlo. “Il pubblico e il privato devono collaborare per dare al territorio delle risposte sulla base di un progetto nazionale”. Anche Viterbo, come le altre città d’Italia, non se la passa bene. “Non ci sono i soldi e manca il capitale. Dobbiamo individuare delle alternative a partire dalle risorse che abbiamo a disposizione, come per esempio la macchina di Santa Rosa”.

Nel frattempo si riorganizzano le fila del partito. “Ad autunno ci dovrebbe essere il congresso e quindi solo allora potremmo avere un quadro delineato. C’è comunque fermento e voglia di dare vita a iniziative che richiamino i nostri elettori”. Si lavora per costruire. “Abbiamo due commissari, Claudio Ubertini e Francesco Urbanetti, e il vice coordinatore provinciale Enrico Maria Contardo. Sta a loro dare un segnale positivo al partito, facendo riemergere la territorialità e restituendo l’idea di un partito fatto dal basso e dalla comunità”.

Buono anche il dialogo con il fronte alfaniano. “Il rapporto con il Nuovo centrodestra è ottimo anche perché molti degli esponenti che ne fanno parte sono stati compagni di partito”. C’è chi paventa la possibilità della nascita di alfaniani in consiglio comunale. Una costola di Oltre le mura potrebbe staccarsi e dare vita al gruppo. “Se ne parla e c’è un dialogo aperto. Anche a me, comunque, era stato chiesto di entrare a farne parte, ma ho dei valori e ragiono non in termini di opportunità”.

Marini ha chiaro il progetto della destra. “In occasione dell’inaugurazione di via Genova, c’era una fotografia precisa e attuale con quattro simboli, quelli di Forza Italia, Ncd, Fratelli d’Italia e Lega Nord, insieme. Io sto lavorando per ampliare la compagine per arrivare a scegliere il candidato sindaco per le elezioni del 2018, se l’attuale maggioranza riuscirà a finire il mandato. Vogliamo lavorare per un comune progetto futuro”.

Il giudizio di Marini per il primo anno dell’amministrazione Michelini non è positivo. “Comprendo le difficoltà oggettive del sindaco e della sua maggioranza, che sono poi quelle di tutti i comuni. Loro, però c’hanno messo del suo. Hanno provato a mantenere delle promesse elettorali che hanno fatto con l’unico scopo di mandarci a casa. Noi che sapevamo invece quali erano le nostre possibilità, non abbiamo creato false illusioni. Continuando su questa strada distruggeranno la città come già anno fatto con il cimitero di Grotte Santo Stefano, il rapporto con le associazioni culturale e gli scarsi provvedimenti che sono usciti, eccetto qualche regolamento che ci ha permesso di dare una giustificazione al nostro lavoro”.

A un anno dall’elezione, per il consigliere di opposizione, si è dunque al punto di partenza. Se non peggio. “Il cambiamento promesso non c’è stato. Ci hanno presentato come il male assoluto, ma non vedo questa svolta per la città. Al mio primo anno di insediamento, avevo già salvato i circa 85 posti del Cev, delineato il futuro delle partecipate adeguandolo alle normative nazionali e avevo portato a casa tre milioni di euro, due per i parcheggi di Valle Faul e delle Fortezze e uno per il progetto Viterbo Co20. Abbiamo onorato i nostri impegni amministrativi e abbiamo intrapreso un percorso difficile. Non ci siamo pianti addosso. Anzi – conclude Maini -, abbiamo spinto sui pedali”.

Paola Pierdomenico


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