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Si incatenano per dire no all’antenna

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La protesta davanti all'area di costruzione dell'antenna

La protesta davanti all’area di costruzione dell’antenna 

Il documento della Regione

Il documento della Regione 

Il documento della Regione

Il documento della Regione 

La protesta davanti all'area di costruzione dell'antenna

La protesta davanti all’area di costruzione dell’antenna 

La diffida

La diffida 

L'antenna della discordia a Castel sant'Elia

L’antenna della discordia a Castel sant’Elia 

L'antenna della discordia a Castel sant'Elia

L’antenna della discordia a Castel sant’Elia 

Castel Sant’Elia – Si incatenano per dire no all’antenna.

E’ iniziata questa mattina, intorno alle 6,30, la protesta del comitato cittadino di Castel sant’Elia che da mesi si sta opponendo all’installazione un impianto di telefonia mobile all’interno dell’area di captazione, accumulo e potabilizzazione acque a uso umano in via Galilei.

Un’area protetta per cui, secondo il comitato, nessuno è autorizzato a intervenire.

“Devono rispettare la legge che è molto chiara – dicono dal comitato cittadino -. Ci sono documenti della Asl e della Regione che vietano l’installazione dell’antenna. Il Comune se n’è fregato”.

Nel documento della Regione del 23 giugno 2014 si legge che “la proposta di installazione di infrastrutture degli impianti radioelettrici non risulta compatibile con quanto previsto dalla normativa vigente, come già evidenziato dalla Asl di Viterbo nella nota 25 novembre 2013”.

Il comitato ha quindi diffidato l’amministrazione. “Li abbiamo diffidati dal proseguire i lavori, altrimenti ci opporremo con qualsiasi azione per tutelare i nostri diritti”.

Questa mattina gli interventi dovevano essere portati a termine. “Nonostante le nostre segnalazioni all’ufficio tecnico hanno continuato a lavorare all’interno dell’area di tutela. Una zona in cui ci sono le fonti di acqua destinate a uso umano e intorno alle quali, invece, si è continuato a scavare. Dovrebbe anche arrivare la gru, ma noi abbiamo occupato l’area e non la faremo passare”.

Intanto c’è chi si è incatenato fuori dei cancelli. “Vogliono fare una forzatura alla lettera della Regione che dà disposizioni precise Così facendo, c’è il rischio di inquinamento delle falde. Vogliamo il rispetto della legge”.


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