Viterbo – Ascoltato Antonio Iezzi.
Il dipendente Ater, nonché ex assessore al comune di Capranica, è stato sentito ieri mattina in procura sulle presunte tangenti all’ente di via Garbini (video – fotocronaca).
E’ stato lui a chiedere un colloquio col pm Paola Conti, titolare del fascicolo sulle mazzette presumibilmente sborsate da chi chiedeva una casa popolare. Dopo l’avviso di fine indagine, l’impiegato ha voluto ribadire ancora una volta la sua innocenza, per cercare di ottenere una richiesta di archiviazione ancora possibile, da parte del pm.
Iezzi è coinvolto in qualità di dipendente dell’azienda. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato lui a segnalare gli alloggi disponibili e, quindi, occupabili. Subito dopo, il 25enne Cesare Cataldi – anche lui indagato – avrebbe sfondato la porta per far prendere illecitamente possesso dell’immobile all’inquilino che aveva pagato. La conta dei disperati, pronti a mettere mano al portafogli per avere una casa, l’avrebbe fatta Ugo Vizzini, ex responsabile del Sicet (Sindacato inquilini case e territorio) che, stando alle indagini, avrebbe reclutato gli interessati.
L’operazione “Casa dolce casa” scatta nell’aprile 2012, quando carabinieri e finanza lavorano già da mesi al caso. Iezzi viene arrestato. Vizzini resta per mesi ai domiciliari, mentre il giovane Cataldi ottiene l’obbligo di firma.
A Capranica, la notizia dell’arresto di Iezzi si diffonde immediatamente. Nessuno crede alla sua colpevolezza. Tutti lo conoscono come lavoratore onesto e uomo di fede. Un intero paese gli è vicino.
Ieri è tornato in procura dopo due anni, con il suo avvocato Roberto Massatani. Per l’ennesima volta si è detto estraneo all’accusa di concussione formulata dagli inquirenti, che tra non molto formuleranno le eventuali richieste di rinvio a giudizio.
Anche Vizzini avrebbe preannunciato di volersi far interrogare, ma al momento non è stata ancora fissata una data.



