Monterosi – (s.m.) – “Aveva la testa spaccata e perdeva sangue”.
E’ la scena di una mattanza, quella descritta dall’operaio che ha soccorso i fratelli presi a martellate in un cantiere. Nel suo racconto c’è sangue e dolore.
I due fratelli sono a terra privi di sensi, dopo l’aggressione nel cantiere “Terre dei consoli” a Monterosi. E’ il 5 dicembre 2007. L’operaio assiste al pestaggio. Vede i due in difficoltà e cerca di aiutarli. Quando si avvicina, li trova più morti che vivi. “Uno stava con la testa fracassata – racconta al processo per tentato omicidio contro i sei aggressori -. L’altro aveva un muscolo che gli usciva fuori da una gamba”. E’ l’operaio a praticare le manovre di primo soccorso: “Uno dei due stava per soffocarsi con la sua stessa lingua. Li ho caricati in macchina e portati in ospedale”.
Per il meno grave, la prognosi è di trenta giorni, per una ferita lacero contusa alla testa e qualche frattura. L’altro ha un trauma cranico gravissimo. All’arrivo in ospedale è in condizioni disperate, ma i medici riescono a salvarlo.
Ieri mattina ha testimoniato davanti a giudici, pm e avvocati. Ma la dinamica non torna: l’operaio ha come invertito i ruoli, descrivendo in prima persona non la sua aggressione ma quella al fratello. “Ricordo che c’è stata una discussione con un gruppo di carpentieri per un controsolaio – ha spiegato in aula -. Mio fratello aveva una livella. Qualcuno gliel’ha tolta, per poi inseguirmi e colpirmi. Ho cercato di aiutare mio fratello, che poi è stato in coma, ma mi hanno picchiato e ho preso una botta in testa. Non ricordo altro”.
Secondo il capo di imputazione, invece, è stato il muratore che ha testimoniato ieri a finire in coma, colpito alla testa con un numero imprecisato di martellate, mentre l’altro, atterrato da una livellata alla nuca, ha riportato lesioni più lievi.
Il maresciallo capo di Monterosi, Mario Della Corte, ha parlato di due diverse imprese edili a dividersi il cantiere: “Una era quella dei due fratelli, l’altra faceva capo al gruppo dei carpentieri-aggressori. La lite è avvenuta vicino allo spogliatoio dei due muratori, che si sono ritrovati accerchiati”. Sette-otto persone presero parte alla zuffa, ma non tutte furono identificate. Della Corte e i suoi uomini trovarono sul posto la livella spezzata in due e il martello da carpentiere usato nella colluttazione.
Su sei imputati, due sono irreperibili. La nuova normativa prevede che il tribunale faccia un ulteriore tentativo di rintracciarli, per notificare l’avviso della prossima udienza. La loro posizione è stata stralciata: il processo a loro carico resterà sospeso finché non saranno trovati.

