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Battistoni annuncia: Un libro sui veleni in Regione

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Francesco Battistoni

Francesco Battistoni, parte civile nella vicenda Birindelli-Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

L'ex assessore regionale Angela Birindelli all'uscita della procura

L’ex assessore regionale Angela Birindelli

Viterbo – Macchina del fango-Vinitaly, se ne riparla il 25 novembre.

Come da programma, l’udienza preliminare per il giornalista Paolo Gianlorenzo, l’ex assessore regionale Angela Birindelli e altre sei persone, è saltata per problemi burocratici. Qualche notifica in meno a imputati e parti offese. Come le figlie del giudice Salvatore Fanti, non incluse nell’elenco dei danneggiati da Gianlorenzo. Ma solo per una svista: la loro vicenda è nota ed è uno dei mille rivoli dell’inchiesta sulle manganellate a mezzo stampa a politici e imprenditori.

L’ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi” e dell'”Opinione di Viterbo e alto Lazio”, in quel caso, avrebbe cercato di fare indirettamente pressione sul gip di Viterbo Salvatore Fanti. Secondo il pm Massimiliano Siddi, Gianlorenzo avrebbe fatto ricorso alla sua rete di informatori per avere notizie sulle figlie del giudice. L’impiego di una delle due alla Asl di Viterbo scatenò la campagna stampa contro la mancata astensione del giudice dal decidere sugli arresti degli indagati principali dell’inchiesta Asl.

Che oggi sarebbe stata una giornata improduttiva, se l’aspettavano tutti. Né il giornalista né l’ex assessora erano in aula. In compenso, era presente Francesco Battistoni, l’ex capogruppo regionale Pdl al centro dell’accordo tra i due imputati: la pubblicità dell’assessorato a Gianlorenzo in cambio del massacro quotidiano di Battistoni sul giornale. L’attuale vicecoordinatore regionale di Forza Italia non solo è parte civile, con l’avvocato Enrico Valentini, ma ha anche in mente di scrivere un libro sulla sua esperienza convulsa in consiglio regionale.

“Ho già scritto una quindicina di pagine – dice -. L’idea è di iniziare dal 2010 e fare una panoramica di tutto quello che mi è successo”. Dalla macchina del fango, alle fatture taroccate che vedono inquisiti lo stesso Gianlorenzo e ‘Francone’ Fiorito. Anche in quell’inchiesta Battistoni è parte offesa.

Insieme a lui e al sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli, sono pronti a costituirsi parte civile la Regione Lazio e il gruppo degli ex collaboratori di Gianlorenzo, licenziati per non aver accettato il taglio degli stipendi. Ma anche l’imprenditore della sanità Roberto Angelucci e il presunto prestanome dell’ex senatore Ciarrapico, Antonio Riccardi. Gianlorenzo si sarebbe spacciato per lui al telefono proprio per avere informazioni sulla figlia del giudice. 


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