Vasanello – Il 12 giugno del 1944, Vasanello ha vissuto forse la più tremenda pagina della sua storia. Un proiettile di artiglieria andò ad esplodere esattamente all’imbocco di una cantina dove vi erano rifugiati inermi cittadini.
Nella strage morirono 15 persone tra cui 5 bambini. Due decessi, a seguito delle ferite, avvennero nei giorni successivi ed al numero di quelle vittime se ne debbono aggiungere altre sei che perirono nell’esplosione di una bomba in prossimità del cimitero, sganciata nell’incursione aerea dell’altro funesto giorno del 22 febbraio precedente.
Domenica 8 giugno alle 10, in piazza della Libertà, l’amministrazione comunale ha previsto una cerimonia commemorativa “Una memoria per sempre”; dopo il saluto del sindaco, ci sarà una ricostruzione storica dei due eventi attraverso le testimonianze elaborate in un volume “Grave l’ora di guerra a Vasanello”, curato dal professor Antonino Scarelli, ma nato sugli appunti trascritti e lasciati dal cittadino “Nano i’vappo”.
Sarà data lettura delle pagine del libro che in dettaglio descrivono l’orrore di quei giorni. Al termine, con la partecipazione di delegazioni, cittadini e scuole, dopo un semplice pellegrinaggio sul luogo principale della tragedia, presso il Monumento dei caduti verrà apposta una lapide commemorativa.
La cerimonia non vuole essere solo un omaggio alle vittime, ma anche espressione di affetto alle famiglie colpite dagli insani gesti, pur nella convinzione che il più bel libro del mondo o il più magnifico discorso non valgano una carezza.
Sarà anche una testimonianza, per rimarcare quanto Vasanello abbia pianto sempre la perdita di questi suoi cari figli, e per cercare di far comprendere ai giovani quanto sia importante e necessario, nelle maledette tenebre della guerra, dover accendere continuamente anche qualche cerino.
Inoltre sarà un messaggio per non dimenticare, specialmente in un paese che, come diceva Sciascia, spesso perde sbadatamente la memoria o tende ad offuscare la verità.
La stesura del libro citato è stata concepita non appena l’autore ha avuti in mano quei preziosi appunti. Mai come in quel momento è risuonata nella mente il detto se i testimoni morranno in silenzio il mondo non conoscerà se stesso. Quanti testimoni se ne sono andati senza lasciare traccia alcuna, lasciando paurosi vuoti nella storia?
No, la testimonianza di Nano i’vappo non poteva marcire in qualche soffitta; per questo il professor Scarelli ha voluto e pubblicato, a suo carico, il volume. Nano è uno dei testimoni che sicuramente non è morto in silenzio e così ai suoi concittadini ha permesso di conoscere meglio Vasanello.
Nel contempo è stata fatta propria l’edificante riflessione dell’antropologa Margaret Yorcenar: scrivere un libro, istituire biblioteche o librerie è come edificare granai pubblici, ammassare riserve contro un imminente inverno dello spirito, e di inverni dello spirito la storia ne ha passati tantissimi.
