Viterbo – La scuola musicale comunale si trasforma in conservatorio.
Un percorso cominciato da tempo e oggi con la visita del ministro Stefania Giannini, il consigliere comunale delegato Francesco Serra ha rilanciato la proposta nell’incontro a palazzo dei Priori. Ricevendo l’attenzione della responsabile a Istruzione, università e ricerca (fotocronaca: La ministra all’Unitus – La ministra Giannini in comune – video: Unitus – Comune).
“Abbiamo parlato di una richiesta più che legittima avanzata dalla città – spiega il ministro – che ha una struttura organica per un’espansione della scuola a conservatorio.
C’è lo spazio per studiare il modo di raggiungere l’obiettivo, magari con una sede distaccata di un conservatorio esistente o una valutazione positiva da parte dell’organismo predisposto a dare l’ok, il Cnam, che abbiamo ripristinato”.
Accanto al ministro, Giuseppe Fioroni che fa da suggeritore e chiede al ministro di ricordare anche il provvedimento per le orchestre giovanili, altro argomento d’interesse a Viterbo.
“E’ un atto concreto – osserva Giannini – ci sono già 500mila euro grazie all’atto sottoscritto con il ministero per i Beni culturali. La valorizzazione delle orchestre giovanili rappresenta uno sbocco per la città di Viterbo”.
Soddisfatto Fioroni: “Come maggiordomo sono uno spettacolo”.
A palazzo dei Priori il ministro ha incontrato la giunta, quindi i responsabili della scuola musicale e poi alla sala Regia la firma del protocollo d’intesa sull’educazione alimentare, legato a Expo 2015.
“Viterbo è un’eccellenza – precisa il ministro poco prima della firma – sono lieta che sia capofila, impegnandosi per le scuole viterbesi di tutto il territorio provinciale.
Il protocollo ha uno fondo di tre milioni di euro per le varie attività e porterà a Milano, all’Expo, due milioni di ragazzi in visita, dopo un’adeguata preparazione in aula”.
Gli omaggi del sindaco Michelini, un leone, simbolo di Viterbo, un libro sulla storia della città, quindi lo spostamento a Caffeina.
Prima del comune il ministro Giannini ha fatto tappa all’università della Tuscia. “Mi onoro d’essere in un governo garbatamente rivoluzionario”. Esordio parlando dell’esperienza Renzi. Garbatamente rivoluzionaria.
“Grazie alle idee e ai procedimenti che sono stati messi in atto – dice Giannini – il primo nell’agenda politica è quello per scuola, istruzione e ricerca, un mondo che per decenni è rimasto sopito nella memoria e la coscienza della classe politica e dirigenziale”.
All’università arriva nel giorno in cui i migliori studenti di ciascun dipartimento ricevono il diploma di laurea. “Una tradizione – dice il ministro – non molto diffusa, ma da valorizzare e mettere in risalto, per questo sono felice dell’invito ed essere qui con voi”.
Oltre al rettore Ruggieri, in sala anche il suo predecessore Mancini, il sindaco Michelini e il presidente della provincia Meroi, insieme ad assessori comunali, consiglieri regionali e al deputato Fioroni.
“Mi fa piacere essere qui, nella bella e operosa università della Tuscia – spiega Giannini – che conosco anche per il mio ruolo che ho avuto al governo dell’università per stranieri a Perugia.
Oggi come in altre occasioni, l’ultima a Bologna, mi capita d’essere presente in qualità di ministro nel momento culminante dell’attività didattica e scientifica dell’ateneo”.
Parla dei fondi stanziati per il prossimo biennio, destinati a coprire ventimila interventi nel Paese, quindi la consegna dei diplomi.
Il rettore Ruggieri nel salutarla parla dell’università della Tuscia, del suo radicamento nel territorio e della sua valenza a livello regionale: “Il 44 per cento degli iscritti è del territorio – ricorda Ruggieri – e il 56 per cento proviene da altre province e regioni. Quest’anno abbiamo avuto una crescita degli iscritti pari al tre per cento”.
Giuseppe Ferlicca










