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Compensi agli amministratori, aumento di 700mila euro in 4 anni

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Farnese pneumatici Spa

Farnese pneumatici Spa 

Finanza in azione

Finanza in azione 

Vetralla – Compensi aumentati di 700mila euro in quattro anni.

Andavano bene le vendite alla Farnese pneumatici Spa. Setacciando la contabilità dell’azienda di Vetralla, destinataria di un sequestro preventivo da 11 milioni di euro, un dato è saltato all’occhio della finanza.

“I compensi corrisposti ai responsabili della Farnese subiscono un impressionante incremento proprio a partire dal 2008, anno in cui si cominciano a manifestare per la società i vantaggi tratti dal sistema fraudolento basato sull’interposizione fittizia delle società cartiere”. Così è scritto nel decreto di sequestro preventivo per equivalente eseguito giorni fa dal nucleo di polizia tributaria. 

Dalle indagini, avviate nel 2009, risulterebbero benefici economici non indifferenti per la rivendita di gomme sulla strada Vetrallese. Il buon andamento delle vendite avrebbe portato a un’impennata dei compensi. I numeri parlano.

Se nel 2007 i costi degli amministratori iscritti in bilancio ammontavano a 114mila 828 euro, nel 2011 si parla di 894mila 501 euro. E i fatti contestati dalla procura viterbese sarebbero compresi proprio tra il 2007 e il 2011.

E’ in quegli anni che, secondo gli inquirenti, prende forma il sistema di evasione fiscale smascherato dai finanzieri. La Farnese spa compra gli pneumatici all’estero, con l’intermediazione di società cartiere. Queste, secondo lo schema delle fiamme gialle, comprano in Germania e rivendono a Vetralla, ma a un prezzo molto più basso di quello d’acquisto. Cosa che all’azienda vetrallese sarebbe convenuta non poco.

Per i finanzieri, le cartiere avrebbero compensato le perdite derivanti dai prezzi ribassati grazie all’Iva che la Farnese pnumatici includeva nei pagamenti, ma che le cartiere, essendo evasori totali, trattenevano anziché versarla. L’Iva sarebbe poi stata recuperata dalla Farnese Spa portandola a credito nelle liquidazioni periodiche, mentre le cartiere non la dichiaravano né la versavano.

Risultato, 6 milioni di euro di evasione fiscale e 6 indagati: Maurizio Farnese, presidente del cda dell’azienda di Vetralla e i consiglieri di amministrazione Franco Farnese e Maddalena Cinquantini; Gaetano Acanfora, il figlio Louis Frederick e la moglie Linda Brusi, gestori delle società cartiere.

Per tutti le ipotesi di reato sono riciclaggio e associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. Gli Acanfora e i Farnese rispondono poi, a vario titolo, anche di reati tributari. Ma giurano di potersi difendere.


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