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Dieci chilometri di storia che ogni volta si allagano…

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Manuela Claudiani

Manuela Claudiani

I fascicoli danneggiati dell'Archivio di Stato

I fascicoli danneggiati dell’Archivio di Stato

Archivio di Stato, l'acqua si raccoglie con i secchi

Archivio di Stato, l’acqua si raccoglie con i secchi

L'Archivio di Stato allagato

L’Archivio di Stato allagato

L'Archivio di Stato allagato

L’Archivio di Stato allagato

Viterbo – Acqua dentro l’Archivio di Stato. E non è la prima volta.

Quello di ieri è il terzo allagamento in un anno per l’edificio che contiene la storia della città e della provincia.

Anche stavolta, la pioggia ha raggiunto i depositi e bagnato i fascicoli. Danni più contenuti del solito, ma ogni nubifragio è un pericolo. 

“Non sappiamo più a che santo votarci – afferma la direttrice dell’Archivio di Stato Manuela Claudiani -. Da anni chiediamo una sede degna dei documenti che conserviamo. Abbiamo dieci chilometri di scaffalature con protocolli notarili anche del Trecento e pergamene del 1100. Sopra a quei protocolli passano gli scarichi delle acque nere. L’anno scorso c’è stata una fuoriuscita: 100mila euro di danno”.

Infiltrazioni d’acqua successive hanno prodotto altri danneggiamenti agli storici registri del catasto: il danno stavolta costa 30mila euro e non si sa ancora chi pagherà. 

Ieri l’acqua è arrivata in tre corridoi diversi. “I vigili del fuoco hanno fatto una relazione che inoltreranno a sindaco e prefetto – spiega la direttrice dell’Archivio -. Ma esisteva già una relazione dell’Istituto centrale di restauro che certificava l’inadeguatezza dell’edificio. Se a nessuno interessa il patrimonio storico che custodiamo, tanto vale mandare tutto in malora”.

Eppure ci sarebbe più di una soluzione. “Avevo presentato un progetto Cittadella della cultura al sindaco Michelini, appena insediato – continua Manuela Claudiani -. Era entusiasta. Prevedeva il trasferimento dell’Archivio di Stato all’ex tribunale. E’ andata a finire che in quella sede ci andrà l’ufficio anagrafe. Una scelta che fa cadere le braccia… come l’uso e la destinazione di molti altri edifici della città. Se il problema fosse solo la sede poco consona al materiale, potremmo soprassedere. Ma qui il materiale rischia di marcire  a ogni acquazzone. Giovedì ho appuntamento con l’assessore al Patrimonio della Regione Lazio. Ho armato sindaco e prefetto. Oggi (ieri, ndr) abbiamo chiamato voi. Se non va neanche questo, ci restano solo ‘Le Iene'”.

Stefania Moretti


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