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“Arsenico, viterbesi cornuti e mazziati”

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Viterbo - Il consiglio comunale

Viterbo – Il consiglio comunale 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mentre l’amministrazione comunale è alle prese con un bilancio di previsione che sempre più assomiglia a una sceneggiata “tragicomica” per i sentimenti a dir poco bellicosi che molti consiglieri di maggioranza hanno messo in campo sul delicato argomento, tanto da ipotizzare tempi duri per il sindaco Michelini e la sua giunta, i cittadini si chiedono se la notizia dell’aumento delle bollette dell’acqua sia uno scherzo di un carnevale ancora lontano, oppure una clamorosa provocazione che, nella scandalosa questione dell’arsenico, potrebbe rappresentare la “goccia che fa tracimare il vaso”.

Potevamo comprendere l’ammissione di un fallimento politico amministrativo, o meglio, la mancata realizzazione di certe promesse elettorali che ancora permettono all’arsenico di inquinare i nostri acquedotti con le conseguenze che tutti conoscono e che molti patiscono nelle difficoltà di vivere la quotidianità senza l’acqua potabile.

Potevamo comprendere tutto, ma non l’affronto e la beffa rivolta ai cittadini che, a quanto pare, saranno chiamati a un maggiore esborso per le bollette dell’acqua all’arsenico, dopo anni e anni di completo disinteresse della politica a Palazzo dei Priori, invece di pensare a una riduzione delle stesse bollette e al risarcimento dei danni provocati dal non poter utilizzare l’acqua che esce dai rubinetti delle case e degli esercizi commerciali.

Se, poi, fosse vera la notizia che il Comune intende dare due milioni di euro alla Talete per farne chissà cosa, allora è proprio il caso di dire che qualcuno vuole scherzare con la pazienza della gente che, in questo caso, si troverebbe a pagare l’aumento delle tariffe non una, ma due volte su un bene primario ed essenziale che ancora non può utilizzare come acqua potabile.

Stando così le cose, mentre FondAzione valuterà l’opportunità di trasferire tutta la questione sulla tutela legale, non sappiamo quanti viterbesi accetteranno bonariamente di diventare “cornuti e mazziati”, ma certo è che ci troviamo di fronte a una amministrazione comunale che intende scaricare sulle spalle della gente le proprie inefficienze e tutto il fardello delle promesse elettorali non mantenute.

Direttivo comunale di FondAzione 


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